La malaria: giornata internazionale 2021

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Sintesi

Indice

Il 25 Aprile si celebra la Giornata Mondiale della Malaria. Questa parassitosi in almeno metà nel mondo costa la vita a circa 400000 persone ed in particolare ad un bambino con meno di cinque anni.

Cosa è e come si contrae la malaria:

La malaria è una parassitosi causata da protozoi del genere Plasmodium, soprattutto il Plasmodium falciparum, la specie più diffusa e spesso letale.

Una puntura di zanzare del genere Anophele, inocula nell’uomo le forme infettanti del parassita, ovvero gli sporozoiti. Questi si moltiplicano nel fegato e successivamente si diffondono nel circolo ematico.

I Sintomi:

I sintomi principali sono gli accessi febbrili ricorrenti (con febbre anche molto alta) e l’anemia, direttamente correlati all’attacco del Plasmodio. Ulteriori sintomi sono: mal di testa, vomito, diarrea, sudorazioni e brividi scuotenti. I soggetti positivi presentano aumento di volume del fegato e della milza (epatosplenomegalia).

Diffusione geografica:

La malaria è diffusa soprattutto nelle aree tropicali e subtropicali, in cui crescono le zanzare Anophele, ovvero il vettore della malaria.

L’85% dei casi segnalati e dei decessi si trova nell’Africa subsahariana. E’ variamente endemica in alcuni paesi del Sud-est asiatico, del Medio Oriente e dell’Asia Centrale, del Pacifico occidentale e dell’America centrale e meridionale

Colpisce soprattutto le donne in gravidanza e i bambini al di sotto dei cinque anni, per la loro debole ed inadeguata risposta immunitaria.

La terapia e la prevenzione:

La terapia farmacologica è una combinazione di principi attivi antiparassitari e antibiotici, tra cui spicca l’artemisinina, particolarmente efficace nell’eradicazione del plasmodium falciparum. I principi antiparassitari sono: artesunate, chinino cloridrato, clorochina, meflochina, primachina fosfato. I due antibiotici scelti sono invece la doxiciclina e clindamicina.

La chemoprofilassi prevede la somministrazione dei farmaci combinati, sia a chi vive nei paesi endemici, sia a chi viaggia verso quei paesi. Alle donne in gravidanza e ai bambini di età inferiore ai cinque anni è raccomandato il trattamento preventivo intermittente.

Il controllo del vettore (le zanzare) intende che nelle case si distribuiscano zanzariere da letto impregnate con insetticida, ed insetticidi ad azione residua; che all’esterno si esegua la bonifica ambientale e si impieghino insetti predatori di zanzare.

Per quanto riguarda il vaccino, l’unico formulato attualmente in uso è l’ RTS,S/AS01, che è a base di DNA e si somministra in quattro dosi. Presenta solo una parziale efficacia contro il Plasmodium Falciparum.[efn_note]https://www.epicentro.iss.it/malaria/[/efn_note]

Zero Malaria starts with me – Draw the line against malaria

slogan malaria 2021
Slogan della Giornata mondiale 2021

Lo slogan adottato nel 2021 prende il nome dal movimento panafricano Zero Malaria, che si propone di sconfiggere la malaria entro il 2030.

Zero Malaria starts with me coinvolge i grandi leader politici nella lotta; individua diverse fonti di finanziamento alle diverse iniziative; stabilisce nuove partnership tra pubblico e privato; raggiunge capillarmente la comunità attraverso social e mass-media, per infondere la giusta consapevolezza del proprio ruolo.[efn_note]https://zeromalaria.africa/about[/efn_note]

Draw the line against malaria è un’esortazione a cancellare idealmente la malaria, attraverso una riga sulla parola stessa e si rivolge soprattutto ai giovani. All’invito hanno aderito personaggi famosi africani e non.

Zero malaria starts with me: 9 giovani Africani su 10 sono pronti a tracciare una linea

Da un recente sondaggio, risulta che un gruppo di giovani africani tra i 18 e i 34 anni adotterebbe misure di protezione personali, e parteciperebbe ad iniziative pubbliche, quali: distribuzione di zanzariere; le attività di bonifica; condividere informazioni sui social media (45%). Un quarto vorrebbe invitare i policymaker nazionali (26%) o coinvolgere i leader della comunità (25%) nel dare la priorità alla lotta contro la malaria.

Zero Malaria starts with me: i successo

Mekong

Nei 6 paesi della sottoregione del Grande Mekong, il numero di casi positivi è diminuito del 97%, e i decessi di oltre il 99%. L’infezione da P. falciparum ha registrato una diminuzione del 65% nel primo semestre del 2019.[efn_note]Countries of the Greater Mekong zero in on falciparum malaria (who.int[/efn_note]

El Salvador: paese malaria free

Il 25 Febbraio 2021, El Salvador ha ottenuto dall’OMS la certificazione “malaria free”, per l’assenza di casi indigeni di malaria per tre anni consecutivi. Va a congiungersi, così, al Paraguay e all’Argentina, certificati rispettivamente nel 2018 e nel 2019.

Zero malaria starts with me e la pandemia da Covid-19: risposte positive.

In tutto il mondo, la pandemia da Covid- 19 ha virato su di sé le energie e i finanziamenti destinati alle situazioni epidemiologiche attuali. Ciò ha riguardato soprattutto i paesi più poveri, dotati di sistemi di supervisione e monitoraggio insufficienti e inadeguati. Tuttavia, alcuni paesi hanno adeguato le strategie di prevenzione della malaria alla prevenzione del contagio malattia da covid-19.

Malaysia: il controllo del vettore

In Malaysia, (malaria free dal 2018) il primo caso di positività al covid 19 risale al 3 Febbraio 2020.

il Malaysia National Malaria Control sotto la guida dell’OMS ha garantito la fornitura di attrezzature diagnostiche e farmaci antimalarici. Durante il lockdown, la Malaysia ha continuato a distribuire reti antizanzare con insetticidi a lunga durata, avendo cura di osservare le distanze interpersonali e di vietare gli assembramenti, all’interno delle comunità

Il Ministero della Salute intende armonizzare i procedimenti utili a tracciare contemporaneamente i casi di positività sia alla malaria, sia al covid-19,

Zambia: un approccio di comunità

Lo Zambia presenta 18 milioni di persone a rischio di contrarre la malaria, 5300000 casi stimati all’ anno e 1300 morti stimati all’anno.

Nel 2020, 650 operatori sanitari in più hanno continuato ad offrire il servizio di diagnosi tempestiva di malaria e a curare circa 325000 persone, anche nei luoghi più difficilmente raggiungibili. Hanno ricevuto adeguato addestramento e dispositivi di protezione individuale. Hanno osservato anche l’impegno a fornire informazioni sul covid-19 e sulle azioni da intraprendere per prevenzione del contagio.

Sud Sudan: una scommessa per il sistema sanitario

La popolazione del Sud Sudan si aggira intorno ai 13,3 milioni di persone, tutte a rischio di malaria. Il paese inoltre non gode di una stabilità interna a causa di inondazioni gravi e prolungate, scontri intertribali e comunità mobili difficili da raggiungere. Di conseguenza, il sistema sanitario compie sforzi notevoli per garantire la prevenzione dalla malaria.

Ciò nonostante, il programma di coordinamento nazionale dall’inizio della pandemia ha distribuito in tutto lo stato circa 3,2 milioni di reti con insetticida. Una task force tracciava le distanze fisiche nei siti di distribuzione e vigilava sulla corretta igiene delle mani.

Gli ostacoli:

i finanziamenti languono e i governi locali non forniscono un’adeguata formazione alla ricerca scientifica. Ciò demotiva i giovani ricercatori del posto a collaborare attivamente in loco. Questi, infatti, tendono a restare nel paese accademico di adozione, e collaborano da lì ai progetti a tema.

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