Viral News – Week 9

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Sintesi
La rubrica di Infarmati con le news più importanti in ambito sanitario. Leggi l'articolo e scopri le 7 notizie che abbiamo selezionato per te!

Indice

Viral news n. 1

Analisi del segnale infodemico durante la pandemia di COVID-19‎

Dall’OMS arriva un nuovo modello di ascolto sociale basato sulla tassonomia degli argomenti di una determinata tematica. In altre parole, se immaginassimo il modello‎ come un albero, il tronco risulterebbe l’argomento di interesse generale, i rami sono categorie più specifiche rilevanti per quell’argomento e i ramoscelli di quei rami sono le sottocategorie che hanno un focus ancora più specifico.‎

In questo modo, classificando i milioni di messaggi condivisi pubblicamente, è possibile separare il “segnale” dal “rumore”, consentendo agli esperti di rispondere in maniera più appropriata al “segnale”/preoccupazione del momento.

Inoltre, considerando che in emergenza sanitaria il tempo risulta un fattore chiave, questo approccio virtuoso all’ascolto sociale favorisce una risposta politica rapida. Infatti, fornisce ai “responsabili delle decisioni” le informazioni pertinenti alle necessità della popolazione in un determinato lasso temporale.

‎L’articolo è stato pubblicato sulla nuova rivista ‎‎JMIR Infodemiology‎‎ e descrive come il metodo è stato sviluppato per identificare:

  • punti da chiarire,
  • narrazioni dannose,
  • domande chiave sul COVID-19.

Non solo, questo approccio aiuta gli esperti a individuare rapidamente i vuoti di informazione in modo che possano essere affrontati in modo proattivo, ‎‎prima‎‎ che tali vuoti si riempiano di “rumore”.‎

La classificazione è stata utilizzata per costruire i rapporti settimanali di analisi globale EPI-WIN da marzo 2020, includendo oltre 1,4 miliardi di post pubblici sul COVID-19 e 70 milioni di domande. La ‎‎piattaforma WHO EARS‎‎ si basa su questa tassonomia e permette di navigare da un’analisi settimanale ad una giornaliera, includendo le principali preoccupazioni condivise pubblicamente per 25 paesi pilota.

Fonte: WHO

Viral news n. 2

Cure domiciliari, Speranza: intesa per servizi avanzati e omogenei in tutto il Paese, per investire al meglio 4 miliardi del PNRR

tampone

“Con l’intesa tra Stato e Regioni sulle cure domiciliari si compie un passo fondamentale per costruire la sanità di domani. Con il PNRR investiamo 4 miliardi di euro nelle cure domiciliari, per portare l’assistenza pubblica e le cure più appropriate in casa dei pazienti. Il nuovo sistema di autorizzazione e accreditamento approvato fissa requisiti elevati ed omogenei per tutti i soggetti che erogano tali servizi e garantirà cure con standard avanzati e della medesima qualità su tutto il territorio nazionale. Saremo in grado di curare meglio le persone, evitando il ricorso all’ospedale quando non è necessario e utilizzando al meglio le risorse”. Così il Ministro della Salute, Roberto Speranza, commentando l’intesa tra Stato e Regioni che estende alle cure domiciliari il sistema di autorizzazione e accreditamento per tutti gli enti e soggetti, pubblici e privati, che erogano tali servizi.

Fonte: Ministero della Salute

Viral news n. 3

EMA valuta l’uso di RoActemra in pazienti adulti ricoverati
in ospedale con COVID-19 grave

vaccino

L’EMA ha avviato la valutazione dell’antinfiammatorio RoActemra (tocilizumab) per estenderne l’uso al trattamento di pazienti adulti ricoverati in ospedale con COVID-19 grave che stanno già ricevendo un trattamento a base di corticosteroidi e che necessitano di ossigeno supplementare o ventilazione meccanica.
RoActemra è considerato un potenziale trattamento per COVID-19 alla luce della sua capacità di bloccare l’azione dell’interleuchina-6, una sostanza prodotta dal sistema immunitario dell’organismo in risposta all’infiammazione, che svolge un ruolo importante nella malattia da coronavirus 19.
Il comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’EMA condurrà una valutazione accelerata dei dati presentati nell’ambito della domanda, compresi i risultati provenienti da quattro grandi studi randomizzati condotti su pazienti ricoverati in ospedale con COVID-19 grave, per stabilire se autorizzare l’estensione di indicazione. Il parere del CHMP, unitamente all’eventuale richiesta di ulteriori studi e del monitoraggio aggiuntivo della sicurezza, sarà quindi trasmesso alla Commissione europea, la quale adotterà una decisione finale giuridicamente vincolante e applicabile in tutti gli Stati membri dell’UE.
L’EMA renderà noto l’esito della valutazione, che è previsto per la metà di ottobre, a meno che non siano necessarie informazioni supplementari.
RoActemra è stato autorizzato per la prima volta nell’UE nel 2009. Maggiori informazioni sul medicinale sono disponibili sul sito web dell’EMA.

Fonte: AIFA

Viral news n. 4

I vaccini prevengono il contagio dalla variante Delta, ma l’efficacia diminuisce nel tempo

I ricercatori dell’Università di Oxford, Regno Unito, e l’Ufficio nazionale di statistica del paese ha analizzato un vasto set di dati che comprende i risultati di 2.580.021 test PCR per verificare la presenza di SARS-CoV-2 da 384.543 adulti del Regno Unito tra il 1° dicembre e il 1° dicembre 2020 e 16 maggio 2021 – quando la variante Alpha era dominante – e 811.624 risultati dei test da 358.983 persone tra il 17 maggio e il 1° agosto 2021, quando la variante Delta era più diffusa.

Il vaccino prodotto da Pfizer a New York City e BioNTech a Magonza, in Germania, è stato efficace al 92% per inibire lo sviluppo di un’alta carica virale 14 giorni dopo la seconda dose. Ma l’efficacia del vaccino è scesa rispettivamente al 90%, 85% e 78% dopo 30, 60 e 90 giorni.

Il vaccino sviluppato da Oxford e dall’azienda farmaceutica AstraZeneca a Cambridge, nel Regno Unito, è stato efficace al 69% contro un’elevata carica virale 14 giorni dopo la seconda dose, scendendo al 61% di 90 giorni.

Il calo di efficacia non dovrebbe essere motivo di allarme, afferma Sarah Walker, una statistica medica dell’Università di Oxford che ha guidato lo studio. Per “entrambi questi vaccini, due dosi stanno ancora andando molto bene contro Delta”

I dati suggeriscono anche che il tempo tra le dosi di vaccino non influisce sull’efficacia del vaccino e che le persone che sono state precedentemente testate positive per COVID-19 e che ricevono due dosi di vaccino hanno la migliore protezione contro le infezioni future.

L’analisi

L’analisi si è focalizzata sulla fascia di età 18-64 anni, escludendo decessi ed ospedalizzazioni. Un data scientist biomedico del Technion – Israel Institute of Technology di Haifa, Dvir Aran, si è espresso a riguardo:

“Stiamo assistendo a alti livelli di infezioni nella popolazione che è stata vaccinata precocemente e, d’altra parte, stiamo assistendo a una solida protezione in coloro che sono stati vaccinati di recente, specialmente nei giovani di età pari o 12-15 anni.”

I risultati sollevano interrogativi sul fatto che potrebbe essere più efficace avere dosi di vaccini diversi, piuttosto che dosi multiple dello stesso, specialmente se si deve prendere in considerazione una terza dose di richiamo. Georg Behrens, immunologo della Hanover Medical School in Germania, afferma che mescolare i vaccini potrebbe aumentare la loro efficacia. Il sistema immunitario reagisce in modo diverso ai diversi tipi di vaccino e questo potrebbe essere sfruttato per innescare una migliore risposta complessiva.

“Usare prima uno vettoriale e poi qualcosa che non ha vettori, ma lo stesso antigene, ha assolutamente senso”

Georg Behrens

Fonte: Nature

Viral news n. 5

Oms, no alla terza dose la priorità è proteggere tutti

Togliendo dosi ai non vaccinati il rischio è di nuove varianti

coltura cellulare

“Al momento i dati non indicano il bisogno di una terza dose”. Lo ha detto in una conferenza stampa Soumya Swaminathan, chief scientist dell’Oms, secondo cui la priorità al momento deve essere quella di aumentare le coperture nei Paesi che ancora non hanno avuto accesso ai vaccini.

Secondo l’esperta iniziare con i ‘booster’ con buona parte del mondo ancora non immunizzata potrebbe essere addirittura controproducente: “Ci opponiamo fermamente alla terza dose per tutti gli adulti nei paesi ricchi, perché non aiuterà a rallentare la pandemia. Togliendo dosi alle persone non vaccinate i booster favoriranno l’emergere di nuove varianti”.

La posizione è stata ribadita da Bruce Aylward, un altro esperto dell’Oms. “Ci sono abbastanza vaccini per tutti, ma non stanno andando nel posto giusto al momento giusto. Due dosi devono essere date ai più vulnerabili in tutto il mondo prima che i richiami vengano dati a chi ha completato il ciclo, e siamo ben lontani da questa situazione”.

Le dichiarazioni sono arrivate poco dopo l’annuncio da parte del presidente Usa del piano per dare la terza dose per gli adulti a partire dal 20 settembre, durante il quale gli esperti del Cdc hanno affermato che i dati confermano un calo dell’efficacia delle due dosi con il passare dei mesi.

Fonte: ANSA

Viral news n. 6

‎Il fruttosio aumenta la permeabilità intestinale, promuovendo l’assorbimento dei nutrienti‎ e l’aumento di peso

alimentazione

‎‎Sono emerse evidenze circa il fatto che l’intestino tenue agisce come guardiano del corpo dei mammiferi contro gli effetti dannosi del fruttosio, il principale dei quali è l’accumulo aberrante di grasso (considerato steatosi) nel fegato.

Quantità moderate di fruttosio, ad esempio, quelle ingerite al momento del consumo di frutta, vengono scomposte dalle cellule intestinali. La quantità in eccesso, come quella che potrebbe essere ingerita dopo aver bevuto una bevanda zuccherata, non riesce ad essere metabolizzata ed entra nel circolo sanguigno per raggiungere il fegato senza subire alcuna modifica, oppure raggiunge il colon‎.

Nel primo caso, l’eccesso di fruttosio nel fegato alimenta un’elevata attività dell’enzima KHK, che si pensa stimoli l’espressione dei geni per la sintesi lipidica. Nel secondo, invece, il fruttosio ‎viene scomposto da batteri residenti nel colon. Anche in questo caso, si producono molecole che possono alimentare la sintesi lipidica nel fegato‎.

Inoltre, il fruttosio intrinsecamente aumenta la permeabilità intestinale, consentendo ai nutrienti ingeriti e alle tossine dei batteri del colon di raggiungere il fegato, dove attivano segnali infiammatori dalle cellule immunitarie che aumentano la steatosi‎‎. Pertanto, l’eccesso di fruttosio danneggia il fegato sia direttamente che indirettamente attraverso cambiamenti nell’intestino.‎

Fonte: Nature

Viral news n. 7

‎Dieci nuovi strumenti per la salute dei lavoratori: OiRA‎

‎Il sollevamento di prodotti pesanti, il riordino degli scaffali, stasi prolungata… tutte attività che influiscono sui lavoratori al dettaglio e all’ingrosso. Dieci strumenti di valutazione interattiva dei rischi online (OiRA) aiutano i datori di lavoro, in particolare nelle micro e piccole imprese, a rispettare i loro obblighi legali di mantenere il personale sicuro e sano.‎

‎Macellerie, pescherie, panifici e magazzini all’ingrosso sono tutti coperti da questi strumenti sviluppati dai nostri partner in Cechia, Grecia, Francia, Cipro, Lettonia, Lituania e Slovenia.‎

‎Sono in arrivo altri strumenti, adattati ai supermercati (Grecia), al commercio alimentare generale e all’ingrosso (Francia) e al dettaglio generale (Italia e Croazia).‎

Scopri tutti gli strumenti OiRA per il settore wholesale e retail ‎

Fonte: EU-OSHA

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