Viral News – Week 7

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Sintesi
La rubrica di Infarmati con le news più importanti in ambito sanitario. Leggi l'articolo per scoprire le 7 notizie che abbiamo selezionato per te!

Indice

Viral news n. 1

Dal 6 agosto 2021 obbligatorio il Green Pass per accedere ad eventi, ristoranti al chiuso, piscine e palestre

green pass

Con il decreto-legge n. 185, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 luglio 2021, la certificazione verde è stata resa obbligatoria per accedere a spettacoli, mostre, musei, piscine, palestre, ristoranti con consumazione al chiuso, eventi sportivi, centri termali, sagre, fiere, convegni e congressi, parchi tematici e di divertimento, centri culturali e ricreativi, sale da gioco e casinò, concorsi pubblici.

Inoltre, dal 1 settembre 2021, il Green Pass sarà obbligatorio:

  • per tutto il personale scolastico ed universitario
  • per gli studenti universitari
  • per utilizzare le navi ed i traghetti adibiti a servizi di trasporto interregionali (ad esclusione di quelli che collegano lo stretto di Messina), i treni Inter City, Inter City notte ed Alta Velocità, gli autobus che collegano più di due regioni

Possono ottenere il Green Pass:

  • coloro che hanno effettuato la prima dose di vaccino (la certificazione risulta disponibile dopo 15 giorni ed è valida fino alla somministrazione della seconda dose)
  • coloro che hanno effettuato entrambe le dosi di vaccino (con validità fino a 9 mesi dalla somministrazione della seconda dose)
  • coloro che hanno effettuato un tampone molecolare o antigenico con esito negativo (la certificazione in questo caso sarà valida per 48 ore)
  • coloro che sono guariti dal COVID-19 negli ultimi 6 mesi

È possibile recuperare il proprio Green Pass:

  • attraverso il sito del Ministero della Salute inserendo i dati della propria tessera sanitaria e l’AUTHCODE ottenuto via SMS o e-mail. In alternativa, si può accedere tramite SPID o CIE
  • tramite l’app Immuni o l’app IO
  • recandosi dal proprio medico di base, pediatra o in farmacia, dove basterà fornire la propria tessera sanitaria

Da pochi giorni è anche possibile recuperare autonomamente il proprio AUTHCODE attraverso il sito del Ministero della Salute.

L’obbligatorietà del Green Pass nasce dall’esigenza di intensificare la campagna vaccinale e contrastare la diffusione della variante delta del virus SARS-Cov-2. Durante la conferenza stampa del 22 luglio 2021 il presidente del Consiglio Mario Draghi ha invitato “tutti gli italiani a vaccinarsi, il Green Pass è una condizione per tenere aperte le attività economiche”, aggiungendo in seguito “il Green Pass non è un arbitrio. L’appello a non vaccinarsi è un invito a morire”.

Fonte: Ministero della Salute

Viral news n. 2

L’Istituto Superiore di Sanità pubblica le indicazioni per gestire i casi di Long-COVID

stress stanchezza

Eccessiva stanchezza, astenia persistente, debolezza muscolare, cefalea, difficoltà a concentrarsi, problemi di memoria, disturbi del sonno, perdita di appetito, difficoltà respiratorie, persistenza della perdita di olfatto: sono alcuni dei sintomi che accomunano le persone affette da Long-COVID, ossia una condizione di mancato ritorno allo stato di salute precedente all’infezione dal virus SARS-Cov-2.

Anche dopo mesi di guarigione e con tamponi con esito negativo, sono molti gli individui che riportano sintomi che impediscono loro di ritornare completamente in forma, con ripercussioni anche a livello lavorativo o nella vita sociale. Il Long-COVID è ormai riconosciuto come vera e propria condizione clinica e, secondo un documento pubblicato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), coinvolgerebbe un quarto degli individui affetti da COVID-19. Sono stati segnalati casi in tutte le fasce di età, compresa quella pediatrica, anche se sembrerebbe che l’incidenza di Long-COVID sia direttamente proporzionale all’età, all’indice di massa corporea e che sia più frequente nel sesso femminile. Negli individui anziani può comportare un peggioramento di condizioni cliniche preesistenti, oppure causare declino cognitivo. Le cause non sono ancora chiare, ma sembrerebbe essere correlato ad un’eccessiva risposta immunitaria o uno stato pro-coagulativo.

Nel rapporto ISS n.15 del 2021 sono riportate le Indicazioni ad interim sui principi di gestione del Long-COVID: questa realtà, ormai sempre più diffusa, richiede infatti un’attenta valutazione da parte del medico di medicina generale e degli specialisti di competenza, per acquisire una maggiore consapevolezza ed effettuare un costante monitoraggio che permetta di comprendere meglio tutte le caratteristiche della sindrome post-COVID. Dal punto di vista terapeutico, essendo caratterizzata da sintomi che coinvolgono più organi e più funzioni, risulta fondamentale un approccio multidisciplinare.

Fonte: Istituto Superiore di Sanità


Viral news n. 3

Progettati anticorpi sintetici contro le varianti del virus SARS-Cov-2

sperimentazione laboratorio

Una ricerca pubblicata sul Journal of Molecular Biology illustra la possibilità di ottenere anticorpi sintetici, progettati al computer, in grado di contrastare anche le nuove varianti del virus SARS-Cov-2. Gli anticorpi progettati sono tetravalenti, ossia presentano quattro porzioni in grado di legare la proteina Spike del virus ed impedire che si diffonda nell’organismo.


Lo studio vede anche la partecipazione di scienziati italiani, come il genetista Giuseppe Novelli dell’Università di Tor Vergata, Maria Capobianchi dell’Istituto Spallanzani e Pier Paolo Pandolfi dell’Università di Torino. In particolar modo, Giuseppe Novelli ha dichiarato che si tratta di “anticorpi sintetici, molto potenti perché costruiti grazie all’ingegneria genetica”, aggiungendo che “potrebbero limitare la progressione della malattia durante l’infezione precoce, soprattutto per l’emergere di nuovi varianti che sfuggono ai vaccini” e che “dobbiamo pensare a lungo termine perché i vaccini, pur essendo molto efficaci, potrebbero non esserlo più in futuro in quanto il virus muta, e quindi è necessario disporre di più armi per combatterlo”.

Fonte: ANSA

Viral news n. 4

La genetica aiuterà in futuro a prevedere l’età in cui si entrerà in menopausa

cellule tessuti cellulari

In uno studio pubblicato su Nature sono state analizzate le caratteristiche genetiche di più di 200000 donne, evidenziando la presenza di 290 varianti in grado di influenzare l’età in cui si entra in menopausa. L’insorgenza della menopausa, infatti, è correlata ad una progressiva perdita da parte del nostro organismo della capacità di riparazione del DNA danneggiato negli ovociti immaturi, che porta quindi alla loro eliminazione, precludendo la possibilità di fecondazione.

Dagli studi condotti sembrerebbe che mutazioni a carico dei geni CHECK1 e CHECK2 influenzino i meccanismi di riparazione. L’inizio della menopausa è quindi direttamente correlato alla loro attivazione o inattivazione. È stato ipotizzato che, modificando questi geni, si possa garantire una maggiore fertilità, ritardando il momento in cui non sono più presenti ovuli da fecondare.

L’impatto di possibili modifiche genetiche sull’organismo non è però ancora stato analizzato e non è quindi possibile sapere se potrebbe generare ripercussioni su altre funzioni. È evidente però che, attraverso l’analisi di queste mutazioni genetiche sarà possibile prevedere a quale età inizierà la propria menopausa, permettendo così di acquisire anche informazioni sulla propria fertilità.

Fonte: Nature

Viral news n. 5

Le riduzioni delle emissioni da traffico durante la pandemia hanno avuto una scarsa influenza sui livelli di inquinamento

traffico inquinamento

Durante il 2020 lo stato di emergenza per la pandemia di COVID-19 ha reso necessaria l’adozione di misure restrittive sulla mobilità urbana. Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, il minor utilizzo di automobili, motorini e mezzi di trasporto ha avuto uno scarso impatto sull’inquinamento. Lo studio, pubblicato su Environmental Science Atmospheres, ha preso in esame l’area della Pianura Padana, tra le più inquinate di Europa.

La ricerca ha coinvolto Angela Marinoni dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del consiglio nazionale delle ricerche (CNR-Isac), la quale ha affermato:
“I risultati degli studi mostrano che le ridotte emissioni da traffico portano a una forte riduzione degli ossidi di azoto, mentre hanno avuto un impatto limitato sulle concentrazioni in massa di aerosol e addirittura a un aumento degli inquinanti secondari, contribuendo a una migliore comprensione di come si forma l’inquinamento atmosferico nella Pianura Padana. In particolare, gli studi mostrano che, nonostante la forte riduzione della mobilità delle persone e delle emissioni da traffico di ossidi di azoto (ridotte di oltre 30%), le concentrazioni in massa di aerosol sono rimaste pressoché invariate rispetto agli anni precedenti. Gli inquinanti secondari come l’ozono, invece, hanno mostrato un aumento delle concentrazioni medio del 5%. Questi risultati sono stati confermati da un modello che simula la restrizione del traffico causata dal Covid-19, indicando che l’aumento della capacità di ossidazione complessiva dell’atmosfera, legata ad inquinanti molto reattivi come l’ozono, potrebbe aver accelerato la reattività chimica atmosferica e quindi potenziato anche la formazione di nuovi aerosol”.

Fonte: CNR

Viral news n. 6

L’AIFA pubblica il settimo rapporto sulla sorveglianza dei vaccini COVID-19

vaccini covid-19

Pubblicato dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) il settimo rapporto sulla sorveglianza dei vaccini COVID-19. Su quasi 66 milioni di dosi somministrate sono stati segnalati 84322 casi di sospette reazioni avverse, di cui l’87,1% non gravi.

Sono state riscontrate maggiori segnalazioni di reazioni avverse per quanto riguarda il vaccino Comirnarty (Pfizer/BioNTech), che è attualmente il maggiormente utilizzato.

Per quanto riguarda le vaccinazioni eterologhe, ossia i casi di persone minori di 60 anni a cui è stata somministrata come prima dose il vaccino Vaxzevria (AstraZeneca) e che hanno ricevuto come seconda dose il vaccino Comirnaty o Spikevax (Moderna), su circa 400000 vaccinazioni sono state riportate 114 segnalazioni di reazioni avverse, di cui l’83% non gravi.


Nella fascia di età 12-19 anni il tasso di segnalazione è di 27 eventi avversi ogni 100000 dosi somministrate.

Fonte: AIFA

Viral news n. 7

Il recettore Neuropilina 1 rende i bambini meno suscettibili al COVID-19

cellula recettore

È noto che nella popolazione pediatrica l’incidenza di infezione da virus SARS-Cov-2 è molto ridotta rispetto agli adulti. Uno studio al quale hanno partecipato i ricercatori del CEINGE-Biotecnologie Avanzate di Napoli e dell’università Federico II, per cui è prevista la pubblicazione sulla rivista Frontiers in Pediatrics, svela uno dei possibili meccanismi: la risposta sembrerebbe risiedere nel recettore Neuropilina 1.

Questa molecola è un recettore del virus SARS-Cov-2 e quindi permette al virus di legarsi in maniera efficace alle nostre cellule, penetrando nell’organismo. Nei bambini questo recettore sembrerebbe essere meno attivo, impedendo così la diffusione del SARS-Cov-2 e l’insorgenza del COVID-19.

Fonte: ANSA

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