Giornata mondiale contro la tubercolosi

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Sintesi
Il 24 marzo di ogni anno, a partire dal 2011, si celebra la giornata mondiale della lotta contro la tubercolosi. La scelta di questa data richiama la pubblicazione dei primi studi di Robert Koch sul bacillo mycobacterium tubercolosis, ovvero il 24 marzo 1882.

Indice

Il 24 marzo di ogni anno, a partire dal 2011, si celebra la giornata mondiale della lotta contro la tubercolosi. La scelta di questa data richiama la pubblicazione dei primi studi di Robert Koch sul bacillo mycobacterium tubercolosis, ovvero il 24 marzo 1882.

koch ritratto

La scoperta del bacillo di Koch – la tubercolosi dell’uomo

Il mycobacterium tubercolosys è un bacillo) di piccole dimensioni ed è dotato di una parete cellulare formata da due acidi micolici, il peptidoglicano e l’arabinogalattano.

Esiste in due forme: tubercolosi polmonare e tubercolosi extrapolmonare. Quest’ultima si suddivide in tubercolosi genitourinaria, tubercolosi cutanea, tubercolosi ossea, tubercolosi gastrointestinale.

Il bacillo si replica all’interno di cellule quali i macrofagi, che si addensano tra loro in cellule di Langhans) senza essere distrutto dai linfociti T, ovvero le cellule della risposta immunitaria specifica.

Si forma, quindi, un tubercolo, che è un granuloma, contenente il bacillo attorniato dalle cellule di Laghans, i linfociti T e del materiale fibroso (infezione primaria). Può vivere in equilibrio con l’organismo colpito anche per tutta la vita e non dare mai luogo all’infezione (tubercolosi latente). In questa fase il soggetto è asintomatico.

tubercolosi radiografia polmonare

In alcune situazioni patologiche, invece, il tubercolo può rompersi e il batterio fuoriuscito diffondersi nei vari distretti attraverso l’apparato linfatico, provocando caratteristiche lesioni caseose rilevabili tramite radiografia. Insorge, quindi la malattia attiva, con diversi sintomi.

Colpisce soprattutto i malati di HIV, i soggetti diabetici, i fumatori, i bambini di età inferiore a quattro anni ed anziani, e coloro che versano in stato di denutrizione e condizioni igieniche precarie.

Perché è importante conoscere la tubercolosi? Di tubercolosi si muore!

Nonostante il solido apparato terapeutico, la tubercolosi è ancora oggi una delle principali malattie mortali al mondo. Nel 2019 sono morti su di tubercolosi 1400000 persone, di cui 208000 avevano anche l’HIV. Nello stesso anno ceppi farmacologicamente resistenti hanno colpito 1500000 persone.

tubercolo
Tubercolo

Diagnosi e cura

I test molecolari rapidi permettono di identificare in poche ore la presenza del batterio e di impostare tempestivamente una terapia antibiotica adeguata. Quest’ultima consiste nell’utilizzo di diversi antibiotici per un periodo di tempo piuttosto lungo.

Una prima fase, definita fase intensiva, che dura dai sei ai nove mesi, prevede una combinazione di quattro antibiotici di prima scelta: Isoniazide, rifampicina, etambutolo e pirazinamide. A seguire, dopo due mesi, il test di positività al ceppo e quello di resistenza ai farmaci.

La successiva fase di continuazione o di mantenimento dura, invece, circa quattro mesi (o sette, in caso di positività in seguito ai primi due mesi di trattamento intensivo).

Qualora si verifichi farmacoresistenza, è necessario utilizzare, per un periodo molto più lungo, farmaci di seconda linea, quali streptomicina, kanamicina o alcuni fluorochinoloni che possono essere molto più costosi e provocare più effetti collaterali.

Il vaccino vivo attenuato BCG (bacillo di Calmette Guérin), messo a punto nel 1921, preveniva forme gravi infantili della malattia (meningite e altre forme di Tubercolosi disseminata nei neonati e nei bambini).

È utilizzato spesso in bambini piccoli in Paesi con un’elevata incidenza di Tb, mentre in Italia solo in alcune categorie a rischio. Il vaccino presenta una copertura del 50% e non risulta efficace nelle forme microbiche resistenti ai farmaci.

Attualmente sono in corso numerose sperimentazioni per la ricerca di farmaci e vaccini più efficaci.

World TB Day 2021 – The clock is ticking

La giornata di quest’anno è un grido d’allarme contro il ritardo nell’ accesso alle cure, alla diagnosi e al trattamento preventivo.

Diagnosi

Nel 2019, su circa dieci milioni, sette milioni e centomila persone hanno ricevuto le cure necessarie, mentre i restanti non hanno ricevuto la diagnosi di malattia, oppure non sono stati registrati.

Di 815000 pazienti affetti anche da HIV, solo al 56% è stata diagnosticata la co esistenza di entrambe le malattie.

Prevenzione

I grandi leader mondiali si erano impegnati con l’OMS a somministrare il trattamento preventivo a trenta milioni di persone entro il 2022.

Nel biennio 2018-2019, solo sei milioni e trecentomila persone hanno ricevuto il trattamento, circa una persona su cinque; su sei milioni di pazienti affetti da HIV, solo cinque milioni e trecentomila; solo il 20% di bambini di età inferiore ai cinque anni (su quattro milioni; su venti milioni tra i bambini di età superiore e gli adulti, meno dell’1%.

Cura

Solo il 38% dei pazienti ha ricevuto il trattamento antibiotico mediante somministrazione orale raccomandato dall’OMS e solo la metà dei trattati ha riscontrato un successo terapeutico.

Obiettivi

incidenza della tubercolosi: una riduzione del 9%, contro quella fissata al 20%;

morti: una riduzione del 14%, rispetto al 35%;

costi catastrofici: 49% rispetto a 100%.

Investimenti

la diagnosi, il trattamento preventivo e la cura della malattia: 6 milioni e mezzo di dollari su 13 miliardi di dollari all’anno.

Ricerca contro la tubercolosi: 6 milioni e mezzo su 6 miliardi di dollari all’anno nel triennio 2018-2020

Cosa fare nella lotta alla tubercolosi?

  • facilitare l’accesso alla diagnostica molecolare rapida, per rilevare la tubercolosi e la resistenza ai farmaci
  • implementare lo screening sistematico per trattamento e prevenzione;
  • fornire supporto nutrizionale, psicosociale e di qualsiasi altro tipo.
  • assicurare l’accesso ai trattamenti per via orale raccomandati dall’OMS per gli adulti e i bambini con tubercolosi resistente ai farmaci.
  • fornire alle popolazioni bisognose farmaci e strumenti diagnostici di alta qualità, a prezzi accessibili,
  • ricorrere a farmaci antiretrovirali salvavita nei soggetti con HIV.
  • incrementare gli investimenti in ricerca e sviluppo di farmaci e vaccini più efficaci.

I pazienti, dal canto loro, devono osservare scrupolosamente la terapia farmacologica, per evitare ricadute e fenomeni di farmacoresistenza. La lotta alla tubercolosi coinvolge anche loro.

https://www.who.int/docs/default-source/documents/tuberculosis/overview-progress-unga.pdf?sfvrsn=e8ad804d_1

La tubercolosi e il Covid-19

La recente pandemia da Covid-19 ha poi sferrato una ulteriore battuta d’arresto nella lotta contro la tubercolosi, perché ha fatto convergere gli sforzi mondiali su un altro fronte. In questo modo perderemo anche quanto duramente conquistato finora, ancorché a rilento e può lievitare il numero di persone che presentino entrambe le malattie e la mortalità della tubercolosi.

Bisogna continuare a garantire i servizi essenziali per la Tubercolosi in ogni sua forma, in concomitanza alle azioni di contrasto al covid-19.

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