È necessario controllare i valori dell’omocisteina prima del vaccino?

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Sintesi
L'iperomocisteinemia, ossia un'elevata concentrazione dell'amminoacido omocisteina nel nostro organismo, è una condizione associata a patologie come aterosclerosi e trombosi. Proprio per questo motivo c’è chi reputa utile controllare i livelli plasmatici dell’omocisteina prima di sottoporsi alla vaccinazione contro il virus SARS-Cov-2, specie quando è prevista l’inoculazione dei vaccini a vettore virale. Ma è davvero necessario?

Indice

Cos’è l’omocisteina?

L’omocisteina è un amminoacido prodotto come intermedio della biosintesi degli amminoacidi metionina e cisteina.

Scoperta nel 1932 dal biochimico Vincent du Vigneaud, ha un importantissimo ruolo nel nostro organismo. Per reazione di metilazione, ad opera dell’enzima S-adenosilmetionina o dell’enzima N,5-N10-tetraidrofolato, può essere convertita in metionina, oppure essere trasformata in cisteina ad opera dell’enzima cistationina-β-sintetasi. È quindi una risorsa essenziale per la produzione di questi amminoacidi. Solitamente i suoi valori plasmatici sono molto bassi, al di sotto di 15 μmol/l.
È definita iperomocisteinemia una condizione per cui la presenza di omocisteina è superiore rispetto alla norma, classificabile in:

  • moderata, quando i valori sono pari a 16-30 μmol/l
  • intermedia, quando i valori rientrano fra 31-100 μmol/l
  • severa, quando i valori sono superiori a 100 μmol/l

Da cosa è causata l’iperomocisteinemia?

L’iperomocisteinemia può essere causata da:

  • Mutazioni genetiche a carico degli enzimi responsabili della conversione dell’omocisteina in metionina e cisteina, che determinano quindi un suo accumulo a livello sanguigno
  • Fattori di rischio, come l’assunzione di caffè, il fumo di sigaretta, l’ipertensione arteriosa, l’avanzare dell’età
  • Assunzione di farmaci, come il metotrexato, i farmaci antiepilettici e gli anticoncezionali
  • Alimentazione: dal momento che nella reazione di conversione dell’omocisteina in cisteina è essenziale la presenza della piridossina (vitamina B6), uno scarso apporto di vitamine del gruppo B (in particolar modo vitamina B6, B12 ed acido folico) a livello nutrizionale può innalzare i livelli di omocisteina

Il ruolo dell’omocisteina nelle patologie cardiovascolari

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Un’elevata concentrazione di omocisteina è spesso riscontrata negli individui affetti da patologie cardiovascolari, come aterosclerosi e trombosi. Tuttavia, sono molto dibattuti i possibili meccanismi attraverso i quali questo amminoacido potrebbe influire su di esse. Un accumulo di omocisteina a livello plasmatico sembrerebbe provocare danno endoteliale. Inoltre, sembrerebbe aumentare l’attività dell’enzima HMG-CoA-reduttasi, responsabile della biosintesi del colesterolo, correlato all’insorgenza di patologie cardiovascolari.
In altri casi, è stato ipotizzato che l’elevata presenza di omocisteina determini un aumento dello stress ossidativo e dell’attività piastrinica. Tuttavia, non è ancora chiaro se l’iperomocisteinemia sia un fattore di rischio per disturbi dell’apparato cardiocircolatorio, o sia più semplicemente un biomarcatore di queste condizioni.
Un biomarcatore è un parametro che indica la probabilità di contrarre o sviluppare una determinata patologia. Un fattore di rischio invece è una condizione che ha un ruolo causale nello sviluppo di una malattia.

Il ruolo dell’acido folico nell’abbassamento dell’omocisteina

gravidanza

Durante la gravidanza i livelli di omocisteina tendono ad essere superiori rispetto alla norma, a causa di alterazioni della sua escrezione ed un aumentato fabbisogno a carico del feto. Questa condizione di iperomocisteinemia può scaturire episodi di trombosi, pre-eclampsia e distacco di placenta.
Per questo motivo durante questa fase della vita è fondamentale assumere acido folico (presente nei medicinali Folifill, Folina e Folidex o come integratore alimentare). L’acido folico, appartenente al gruppo delle vitamine B, è in grado infatti di ridurre i valori di omocisteina, garantendo la sua adeguata conversione in cisteina. Inoltre, è essenziale per la prevenzione della spina bifida, una grave malformazione della colonna vertebrale del feto. Tuttavia, l’assunzione di acido folico al di fuori della gravidanza, pur contribuendo ad abbassare i livelli di omocisteina non sembra indurre netti miglioramenti nell’insorgenza di patologie cardiovascolari.

È vero che bisogna controllare i valori dell’omocisteina prima della vaccinazione?

vaccino-COVID-19

Data la correlazione tra iperomocisteinemia e patologie cardiovascolari, tra cui la trombosi, è diffusa l’idea che occorra controllare i valori plasmatici di omocisteina prima di sottoporsi alla vaccinazione contro il virus SARS-Cov-2. Molti ritengono infatti che, in caso di livelli elevati, si debba evitare la somministrazione dei vaccini a vettore virale virale, come Vaxzevria (il quale, date le ultime disposizioni, è sconsigliato al di sotto dei 60 anni) o Jansenn. Ma è davvero necessario? Occorre infatti considerare che questa affermazione non è supportata da evidenze scientifiche, in quanto non è emerso dai rapporti di farmacovigilanza l’esistenza di una condizione di iperomocisteinemia nei soggetti che hanno avuto reazioni a carico del sistema cardiovascolare.
Il vaccino è, ad oggi, controindicato solo nei soggetti che presentano una condizione di trombocitopenia (ossia producono meno piastrine rispetto alla norma).

La mia opinione

L’omocisteina è un amminoacido che ricopre un ruolo importantissimo nel nostro organismo, tuttavia valori superiori alla norma possono essere correlati a condizioni patologiche. Uno stile di vita sano, una corretta alimentazione ed un adeguato apporto della vitamina B6, B12 e di acido folico sono essenziali per evitare un innalzamento dell’omocisteina.
La possibile correlazione tra iperomocisteinemia ed eventi trombotici dopo la somministrazione del vaccino contro il virus SARS-Cov-2 non è supportata da evidenze scientifiche, per cui risulta ingiustificata la necessità di sottoporsi ad analisi del sangue per indagarne i livelli.
In ogni caso, è di fondamentale importanza confrontarsi con il proprio medico prima della vaccinazione, esponendo ogni dubbio o qualsiasi informazione relativa alla propria storia clinica.

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