Focuson

Integratori alimentari per migliorare le prestazioni mentali

Prefazione

Questo documento ha l’intento di fornire informazioni scientificamente validate in merito all’efficacia e alla sicurezza di sostanze di origine naturale, utili per nutrire consapevolmente il cervello. Sebbene molti aspetti di questo organo vitale necessitino di ulteriori studi scientifici, proveremo a portare alla luce ciò che questi studi (in ambito fitoterapico) hanno già rivelato. Negli ultimi anni le scaffalature di farmacie, parafarmacie e supermercati sono state inondate da prodotti che promettono di migliorare le tue prestazioni mentali e addirittura di avere un potere profilattico, cioè di prevenzione, di alcuni disordini mentali.

Ma è tutto vero? Quale di queste piante sono appropriate per te?

Ben consci di esplorare un mondo molto complesso, evidenziamo che l’intento del testo è di riassumere, per quanto possibile, le diverse proprietà di differenti fitocomplessi utilizzati nella produzione di integratori alimentari ed utili nel coadiuvare le prestazioni mentali. A tal proposito,
è da tener ben presente che non abbiamo condotto alcun studio sperimentale ma le nostre affermazioni si basano sulla piena comprensione degli studi clinici effettuati e sulla nostra capacità di valutarli in maniera critica ed approfondita.

Introduzione

a cura di: Sara Corrao


Alcune persone scelgono di acquistare dei prodotti che possono servire ad aumentare le capacità di concentrazione e di memoria quando vivono dei periodi di studio o di lavoro molto intensi.

Avere molti compiti da svolgere, una notevole mole di studio da affrontare o un carico di lavoro eccessivo può portare le persone a sentirsi stanche e stressate. Il cosiddetto multitasking, ossia eseguire più compiti contemporaneamente, affatica la mente. Una vita frenetica può anche comportare che le persone hanno poco tempo da dedicare ad un’alimentazione sana ed equilibrata, pertanto la loro domanda e l’utilizzo da parte loro di integratori alimentari può aumentare, al fine di accrescere il benessere individuale. Non siamo a conoscenza della reale efficacia di questo tipo di prodotti. Molti nutrizionisti hanno un atteggiamento favorevole all’utilizzo degli integratori alimentari, che dovrebbero essere assunti per integrare una normale alimentazione in caso di necessità; altri esperti invece hanno un atteggiamento contrario rispetto al loro uso, ritenendo che non apportino beneficio all’organismo e che comportino una spesa di denaro inutile.


“Lo stress è la risposta psicofisica ad una quantità di compiti emotivi, cognitivi o sociali percepiti
dalla persona come eccessivi”.

Si distinguono due tipi di stress: l’eustress (dal greco eu, “bene”)ed il distress (dal greco dys-, “cattivo, difficile”). L’eustress o stress positivo “consiste in un’attivazione fisiologica e psichica (…) che ci consente di dare il meglio di noi dal punto di vista della concentrazione, dell’attenzione e dell’investimento delle nostre risorse per il raggiungimento di un obiettivo”.

Il distress o stress negativo è invece “uno stress prolungato, acuto e costante, che comporta una sofferenza psico-fisica che si manifesta con paura, ansia, insicurezza, timore di perdere il controllo di noi e di ciò che ci circonda e con sintomi somatici. Può attivarsi quando viviamo degli eventi traumatici”.

Uno dei segnali dello stress può essere la riduzione delle capacità di concentrazione e di memoria, che può verificarsi anche in persone di giovane età. Attraverso questo segnale il nostro corpo ci sta comunicando che abbiamo bisogno di riposare di più e di prenderci cura del nostro benessere psicofisico.

Il ricorso agli integratori alimentari non può alleviare la stanchezza mentale causata dalla mancanza o dalla cattiva qualità del sonno. Dormire un numero di ore adeguato alle esigenze del nostro organismo ed avere una buona qualità del sonno, svolgere attività fisica, concedersi dei momenti di distrazione o di svago, avere un’alimentazione sana ed equilibrata sono aspetti che fanno parte della cura di sé e che possono prevenire l’insorgenza di stress, di cui un segnale può essere sentire di avere un calo delle proprie prestazioni mentali. Nei casi in cui, a causa di stanchezza e stress, si sente di avere una riduzione delle proprie prestazioni mentali, è possibile trarre beneficio anche dall’assunzione di alcuni prodotti naturali quali gli integratori alimentari che favoriscono l’aumento delle capacità cognitive.

Ashwagandha o Withania somnifera, stregoneria ormonale?

a cura di: R. Morelli

Withania somnifera

Withania somnifera, comunemente conosciuta come Ashwagandha, è un’importante pianta medicinale che è stata utilizzata nella medicina ayurvedica e indigena per oltre 3.000 anni.1
Le sue radici contengono la parte farmacologicamente attiva, ma in che cosa?

Prima di iniziare, tengo a precisare che il seguente articolo non sostituisce in alcun modo il parere del tuo medico ma, evidenzia ancora una volta, cosa si cela a portata delle tue mani, al supermercato come in farmacia.

La parola Ashwagandha o Withania somnifera, sulle principali fonti scientifiche, riporta ad una serie di pubblicazioni diverse fra loro. Di seguito, ho preferito approfondire l’aspetto inerente alle proprietà attive di questa pianta, in particolare quelle che interagiscono con l’encefalo.

In generale, i principi attivi maggiormente caratterizzati sono witaferina A e di witanolide D ma, per semplificare la lettura, queste sostanze saranno chiamate con il nome di withanolidi (WT) e sitoindosidi.

integratori prestazioni stress
Struttura chimica Withaferin A


Il titolo ironico ”Ashwagandha o Withania somnifera, stregoneria ormonale?” allude al meccanismo d’azione del fitocomplesso che non è ancora del tutto noto. Tuttavia, è ampiamente dimostrata la rilevanza della componente ormonale.

Infatti, da un punto di vista chimico si nota come uno dei principi attivi più studiati del fitocomplesso assomigli molto alla struttura dei nostri ormoni.

I WT hanno dimostrato di avere un lieve effetto depressivo (tranquillante) sul sistema nervoso centrale in scimmie, gatti, cani, ratti albini e topi. 2

Questi cambiamenti sono stati accompagnati da una trasformazione cellulare di una parte del cervello che mostrava un incremento di alcuni recettori (proteine sulla membrana cellulare) chiamati muscarinici e colinergici. Questa via di segnalazione così attiva e presente in quella determinata zona del cervello potrebbe in parte spiegare gli effetti di miglioramento della cognizione 3 e della memoria4.

I composti bioattivi della pianta, ed in particolar modo i ST influenzano preferibilmente gli eventi nella cascata di trasduzione colinergica del prosencefalo corticale e basale. In altre parole, gli effetti di miglioramento della cognizione e di miglioramento della memoria degli estratti di W. Somnifera possono essere in parte spiegati dal miglioramento della capacità dei recettori citati precedentemente e quindi in un miglioramento di una particolare via di segnalazione.5

In generale, l’Ashawagandha è stata utilizzata tradizionalmente e comunemente come agente
tonico e nootropico.6

Effetti sulla muscolatura liscia

Non è meno importante rilevare che la via di segnalazione della cognizione è usa lo stesso linguaggio anche a livello della muscolatura liscia cioè quella muscolatura involontaria del nostro corpo (es. intestinale, uterina, tracheale, vascolare). Anche in questo tipo di muscolatura, WT, ha mostrato un effetto rilassante, distensivo.2

Altri studi confermano che nel cervello di alcuni ratti vi sia stato un notevole incremento di
particolari enzimi che, dopo il trattamento con i WT, hanno migliorato l’attività antiossidante e, conseguentemente un aumento effetto protettivo sul tessuto neuronale.7

Sulla base di altri studi effettuati su ratti, si è visto che il WT riduce i livelli cerebrali della ”tribulina”
(un marcatore dell’ansia) 8. L’effetto antidepressivo del WT è paragonabile a quello indotto dall’imipramina (farmaco) quando viene indotta (ai ratti) “disperazione comportamentale” da nuoto forzato. Inoltre, i WT sono stati in grado di diminuire il numero e la gravità delle ulcere croniche da stress, l’inibizione cronica indotta da stress “del comportamento sessuale maschile”, l’immunosoppressione cronica indotta da stress e anche una maggiore attività immunitaria a
livello peritoneale (viscerale). 9


È stato anche dimostrato che gli estratti di Withania riducono l’indice del volume di secrezione e
il livello di acidità gastrica.10

Basandosi su un’analisi scientifica oggettiva, questa pianta può risultare, nella medicina
tradizionale, una ricca fonte di nuovi farmaci per il trattamento di malattie incurabili. In questo
contesto, l’Aswagandha, chimicamente ricca di composti attivi, come withanolidi, sitoindosidi e
molti altri alcaloidi, può risultare un candidato promettente come medicinale multiuso.”
11

Tuttavia, devono essere effettuati ulteriori studi clinici per sostenerne l’uso terapeutico.

Effetti avversi

WT hanno una prolungata azione ipotensiva, bradicardica e respiratoria-stimolante nei cani. 12

È stato scoperto che l’effetto ipotensivo è dovuto principalmente all’azione di blocco dei gangli autonomi (“le vedette”, deputate a regolare la pressione arteriosa nel nostro corpo) e a un’azione depressiva sui centri cerebrali superiori.

Infatti, gli alcaloidi contenuti nel fitocomplesso stimolano i centri vasomotori e respiratori nel tronco cerebrale dei cani provocando un’azione cardioinibitoria diretta.

Dosaggi elevati di Ashwagandha possono causare disturbi gastrointestinali, vomito e diarrea13

Negli animali da laboratorio il fitocomplesso produce un effetto sedativo che, con l’aumento delle dosi, può portare a depressione respiratoria (il paziente non riesce più a respirare).

Alcuni autori consigliano di assumere gli estratti della pianta in associazione con alcol, barbiturici ed ansiolitici in genere14. In particolare, uno studio condotto da Malhotra e coll.15 ha evidenziato la capacità dell’ashwagandha di incrementare la tossicità della metamfetamina e del metrazolo.

Sebbene questi studi definiscano a grandi linee la tossicità della pianta e del suo fitocomplesso, altri studi clinici più recenti rivelano invece che la somministrazione dell’estratto sia ben tollerato in quasi tutti i pazienti arruolati per la sperimentazione.16 17

Conclusioni

Alla luce delle evidenze scientifiche discusse, appare chiaro l’enorme potenziale terapeutico della pianta, soprattutto a livello cerebrale.

Tuttavia, a causa di un’inappropriata consistenza e completezza delle ricerche effettuate sinora, è altrettanto evidente che è strettamente necessario sviluppare studi clinici che permettano una migliore comprensione del meccanismo d’azione e della tossicità del fitocomplesso, in quanto i principi attivi hanno una struttura chimica molto simile a molecole fisiologiche.

Risultati validi possono essere generati esclusivamente mediante l’applicazione dei più recenti
protocolli di sperimentazione clinica.

Guaranà e stress psicofisico


a cura di: C. Belmonte

guaranà
Guaranà

Il guaranà è ricavato dai semi di Paullinia Cupana, un arbusto rampicante coltivato nel bacino settentrionale del Rio delle Amazzoni. La Paullinia Cupana produce frutti rossi con una parte bianca ed una marrone (i semi) che ricordano molto un occhio.

La pianta si trova allo stato selvatico e può essere anche coltivata. In ogni frutto sono presenti da uno a tre semi che, lavorati, formano una pasta scura ricca di caffeina dal valore minimo del 2,5 % ed un massimo del 8 % che prende il nome di guaranà.

Il guaranà è prodotto principalmente negli stati brasiliani di Amazonas e Bahia e circa il 70% della produzione è utilizzata dall’industria delle bevande analcoliche ed energetiche. L’altro 30% diventa polvere di guaranà per il consumo diretto in capsule o diluizione in acqua o funge da materia prima per l’industria farmaceutica e cosmetica. Oltre alla sua proprietà stimolante, il guaranà ha altre proprietà terapeutiche, che hanno suscitato l’interesse della comunità scientifica.

Grazie ai suoi numerosi attivi esso è utilizzato come tonico generale nelle condizioni di affaticamento psicofisico, stanchezza e, in generale, per migliorare il rendimento fisico e mentale, stimolando la memoria e l’attenzione. 18

All’ interno del suo fitocomplesso un ruolo importante è svolto dalla guaranina, scoperta e isolata dal tedesco Theodore Von Martius nel 1826. Molto simile alla caffeina, la guaranina ha un rilascio lento e prolungato a causa dell’alto contenuto di lipidi del seme del guaranà: questo significa che l’effetto sul sistema nervoso centrale dura più a lungo.

Grazie all’azione stimolante di cui è dotato, l’estratto di guaranà è stato riconosciuto dal Ministero
della Salute per le sue note proprietà
e gli sono stati attribuiti i claims (indicazioni nutrizionali)
che ne hanno permesso il suo utilizzo in molti integratori per il trattamento di affaticamento,
indebolimento e stress psicofisico. 19

A supporto di queste proprietà, in letteratura scientifica sono presente numerosi studi che
dimostrano gli effetti del guaranà per migliorare le prestazioni cognitive, per ridurre il senso
di affaticamento durante l’esercizio fisico
e come fattore neuro-protettivo da farmaci e
nell’insorgenza di alcune patologie neurologiche.

Effetti sulle prestazioni cognitive

Le prestazioni cognitive sono le più incrementate dall’uso di integratori ad alto contenuto di
guaranà: in uno studio condotto su un campione di individui sottoposti a esercizio fisico, è
emerso che l’assunzione di integratori alimentari contenenti guaranà ha migliorato le capacità
cognitive, la resa fisica e una probabile diminuzione della percezione soggettiva dello sforzo alla
fine dell’esercizio.20

Spesso il guaranà si trova in associazione ad altri estratti vegetali psicostimolanti, come il ginseng
panax, meglio conosciuto per le sue proprietà energizzanti. I suoi estratti contengono simili componenti potenzialmente attivi e hanno dimostrato di modulare le prestazioni cognitive.

In uno studio in doppio cieco, controbilanciato, controllato con placebo, gli effetti cognitivi e dell’umore di singole dosi separate di: 75 mg di un estratto etanolico secco di guaranà, 200 mg di panax ginseng e la loro combinazione (75 mg / 200 mg) sono stati valutati in 28 giovani sani.

Ogni giorno, durante la ricerca, le prestazioni cognitive e l’umore soggettivo sono stati valutati prima della dose e dopo 1, 2, 5, 4 e 6 ore dopo la prima dose, sottoponendo i partecipanti a test di attenzione. Rispetto al placebo, tutti e tre i trattamenti hanno portato a prestazioni migliori durante il giorno. Nel caso del guaranà, sono stati osservati miglioramenti nelle attività di attenzione e nella velocità delle prestazioni di memoria. Questi risultati forniscono la prima dimostrazione nell’uomo degli effetti psicoattivi del guaranà e la conferma delle proprietà psicoattive del ginseng.

Dato il basso contenuto di caffeina (9 mg) di questa dose di estratto di guaranà, è improbabile che gli effetti siano attribuibili al suo contenuto di caffeina. 21

Un altro studio in doppio cieco, randomizzato, controllato con placebo, invece, ha valutato gli effetti acuti di un integratore multivitaminico associato al guaranà e di una bevanda placebo in 129 giovani adulti sani (18-24 anni). I partecipanti sono stati valutati prima e dopo aver avuto problemi di attenzione ed è emerso che, rispetto al placebo, la combinazione integratore multivitaminico/guaranà ha portato a un miglioramento delle prestazioni dell’attenzione rispetto al placebo, in termini sia di maggiore velocità che di accuratezza durante la valutazione post dose.

Questa ricerca supporta i risultati precedenti che dimostrano le proprietà di miglioramento della cognizione del guaraná e fornisce la prova che la sua aggiunta a un integratore multivitaminico può migliorare le prestazioni cognitive e ridurre l’affaticamento mentale associato a uno sforzo mentale prolungato.22

Effetti protettivi nelle cellule nervose

Sembrerebbe, addirittura, che il guaranà abbia alcuni effetti protettivi nei modelli di malattia di
Parkinson, Alzheimer e Huntington, sebbene i meccanismi in questo caso siano pressocché sconosciuti. Pare che il suo effetto protettivo sia associato all’attività antiossidante e alla modulazione delle proteine. I risultati, pertanto, suggeriscono che il guaranà abbia un potenziale terapeutico nella lotta contro le malattie legate all’età associate all’errato ripiegamento e all’accumulo di proteine.23


Dal punto di vista della neuro-protezione, il guaranà si è dimostrato utile nel contrastare anche
la tossicità cellulare di un farmaco chemioterapico naturale: la vincristina, utilizzato principalmente nel trattamento dei linfomi. Secondo una ricerca condotta in vitro, l’effetto neuro-protettivo del guaranà si è manifestato nelle cellule cerebrali dei topi e del cervelletto contro l’esposizione alla vincristina, tra i cui effetti collaterali rientra la neuropatia periferica.24

Effetti sull’esercizio fisico

L’esercizio fisico a digiuno può portare a un maggiore affaticamento mentale post-esercizio. L’assunzione di un integratore vitaminico contenente guaranà ha dimostrato di attenuare l’affaticamento mentale e migliorare le prestazioni cognitive. Uno studio, controllato con placebo, ha esaminato l’effetto dell’integratore consumato prima dell’esercizio mattutino su prestazioni cognitive, sforzo e metabolismo. Esso ha portato a una precisione significativamente maggiore della memoria di lavoro numerica e ad una maggiore velocità di riconoscimento delle immagini, rispetto al placebo. Questi risultati dimostrano che il consumo di un complesso vitaminico e minerale contenente guaranà, prima dell’esercizio fisico, può avere un impatto positivo sulle successive prestazioni della memoria e di ridurre lo sforzo percepito durante l’attività motoria e sul controllo del peso corporeo.25

Conclusioni

Gli effetti positivi sulle prestazioni cognitive del guaranà sono confermati, come si è visto, da numerose ricerche presenti in letteratura, sebbene, a causa dell’elevato contenuto in caffeina il guaranà può causare effetti avversi a livello cardiaco se assunto in dosi elevate.26

La caffeina, infatti, agisce come stimolante del sistema nervoso centrale, aumentando la pressione
sanguigna e stimolando il rilascio di catecolamine.

Il guaranà in combinazione con farmaci mirati al sistema nervoso simpatico, o con altre sostanze contenenti caffeina, può avere effetti additivi sull’aumento della pressione sanguigna. Pertanto, il guaranà deve essere usato con cautela ed evitato nei pazienti con ipertensione e altre condizioni cardiache. 27

Gotu Kola e le sue potenzialità nella sfera intellettiva

a cura di: Chiara Langella

La Gotu kola comunemente chiamata “Centella Asiatica” è diffusa nelle zone tropicali e subtropicali di India e Sud America.

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Gotu kola

L’antica pianta che in passato si riteneva potesse “guarire in modi magici” può essere usata sia come alimento che come pianta officinale in alcuni integratori e preparati fitoterapici. Negli ultimi anni la scienza moderna sta cercando di studiare i suoi effetti benefici per sfruttare al meglio le sue proprietà.

Botanica

La parte terapeutica della pianta si trova nelle parti aeree che vengono tagliate al momento della fioritura. Da queste parti aeree ricche di resine e oli essenziali (tannini (24,5 %, triterpeni (14-3,4%), flavonoidi)), d cui si ricava un olio chiamato Vellarina.28 L’attenzione particolare da rivolgere durante la coltivazione della pianta è la capacità di questa di assorbire metalli pesanti. I metalli pesanti assorbiti sono zinco, rame e piombo quindi durante il protocollo di coltivazione vanno monitorati. Secondo uno studio29 è stato visto che il rame era fortemente accumulato nelle radici mentre zinco e piombo erano più concentrati nelle foglie.

Affinché il prodotto in commercio sia scientificamente valido è importante assicurarsi che la composizione dell’estratto abbia almeno una composizione del 20% in triterpeni, dell’’8% in asiaticoside e del 5,5% in madecassoside. Questo tipo di informazione e rilevabile da un’attenta lettura dell’etichetta e quindi della lista ingredienti.

Proprietà del fitocomplesso

Le attività farmacologiche della pianta comprendono effetti antinfiammatori, anti-amiloidogenici, anti-colinesterasi (molecole in grado di legarsi all’enzima che idrolizza l’acetilcolina, un neurotrasmettitore), ipolipidemici (azione sulla sintesi del colesterolo) e antiossidanti.

Secondo una revisione sistematica di 5 studi randomizzati (cioè tenendo conto della statistica) e controllati che avevano preso in considerazione sue assunzioni giornaliere in dosi superiori ai 3 grammi si è arrivati alla conclusione che:

  1. la centella asiatica da sola non è in grado di migliorare la funzione cognitiva delle persone;
  2. Una combinazione di centella asiatica con altri estratti può migliorare la nostra attenzione concentrazione annessa e la capacità di captazione delle informazioni;
  3. riesce a migliorare anche i disturbi dell’umore e la rabbia.

Può migliorare funzione cognitiva nei pazienti con insufficienza cognitiva vascolare (VCI) post-ictus. È noto, infatti, che una delle cause del declino cognitivo è l’ictus cerebrale. Il 25% dei pazienti colpiti da ictus va incontro a problemi di demenza colpendo le zone del cervello deputate alla memoria e all’attenzione.30

In uno studio è stato dimostrato come la Centella asiatica possa essere efficace nel migliorare la funzione cognitiva nei pazienti con insufficienza cognitiva vascolare (VCI) post-ictus. Nei soggetti che erano stati presi in esame, dosaggi di 1000 mg/giorno e di 750 mg/giorno erano stati ben tollerati con minimi effetti collaterali.

Lo studio ha diviso i pazienti in tre gruppi, a questi gruppi è stata somministrata una integrazione di due diversi dosaggi di estratto standardizzato di Centella asiatica (1000 mg/die oppure 750 mg/die) ed al terzo gruppo un dosaggio di 3 mg/die di acido folico, per sei settimane. Alla fine dello studio è stato dimostrato che la Centella asiatica è efficace quanto l’acido folico e superiore ad esso sulle funzioni di memoria.

Uno studio effettuato su dei topi di laboratorio ha ipotizzato un possibile effetto della centella asiatica come antiossidante nel cervello e nel fegato e che sia coinvolta nella biosintesi mitocondriale. In questo studio infatti era aumentata l’espressione dei marcatori sinaptici nell’ippocampo e nella corteccia frontale, ma non nel cervelletto.

Memoria, attenzione ed umore

Alcuni Studi hanno cercato di evidenziare gli effetti di Centella asiatica, a supporto delle funzioni cognitive, quei processi mentali che comprendono la memoria, il linguaggio, l’abilità visuospaziale, utili per interagire con il mondo.31

È stato riscontrato che il fitocomplesso, cioè la parte attiva della pianta, è in grado di attivare una specifica classe di proteine, chiamate MAPK (mitogen-activated protein kinase), che determinano il rilascio, nel cervello, di uno specifico fattore neurotrofico chiamato BDNF (brain-derived neurotrophic factor).32

Possibili indicazioni terapeutiche per il trattamento dell’Alzheimer

Il morbo di Alzheimer è una patologia irreversibile ed associata all’età, con implicazioni invalidanti per il paziente: come è noto si presenta una grave forma di demenza con perdita della memoria, comportamenti insoliti con sbalzi d’umore e declino della funzione cognitiva.

I farmaci attualmente disponibili hanno un’efficacia limitata ed è per questo motivo che la ricerca sta puntando verso altre strategie per il risolvere questo problema.

Si ritiene che un adeguato intervento terapeutico possa posticipare l’insorgenza o la progressione della malattia di Alzheimer e ridurre drasticamente il numero di casi nei prossimi 50 anni.
Un ruolo importante è stato attribuito ad una particolare sostanza, l’asiaticoside che è stata in grado di:

  • ridurre la morte cellulare indotta dal perossido di idrogeno (sostanza che si forma in seguito ad uno stress ossidativo);
  • ridurre le concentrazioni di radicali liberi;
  • inibire in vitro la morte cellulare beta-amiloide.
  • migliorare i deficit comportamentali associati all’Alzheimer poiché impedisce la formazione di aggregati β-amiloidi intracellulari; 33
  • correggere la disfunzione mitocondriale che contribuisce alla neurodegenerazione e ad altre malattie correlate, come l’Alzheimer e la demenza senile;34
  • ridurre nel sangue i livelli di beta-amiloide con una riduzione delle placche di amiloide fibrillare questo ha comportato (un aumento di placche di beta-amiloide nel cervello, associato all’accumulo di grovigli di proteina tau, è collegato al declino cognitivo dell’Alzheimer).35
  • funzionare come antiossidante in vitro, eliminando i radicali liberi, riducendo la perossidazione lipidica e proteggendo dal danno del DNA.36

Come abbiamo potuto notare questa droga ha una spiccata azione a livello neuronale quindi oltre che nelle malattie neurodegenerative sono stati fatti degli studi per dimostrare la sua efficacia anche in altre malattie come la depressione, l’ansia e l’epilessia.36

In uno studio che comprendeva 33 persone è stata dimostrata l’efficacia di questo estratto (sottoforma di compresse) nel disturbo d’ansia generalizzato. Dopo 60 giorni di trattamento è stato visto che sono diminuiti drasticamente i loro livelli di stress, d’ansia, di depressione, e di mancanza d’attenzione. 37

L’azione della Centella è paragonabile agli effetti simili agli antidepressivi come l’imipramina (conosciuta anche come melipramina) ed il diazepam, poiché svolge un ruolo nella neuroprotezione promuovendo le l’allungamento del dendrite e proteggendo anche i neuroni dall’apoptosi. 37

In uno studio è stata somministrata una singola dose da 12 g somministrata per via orale di Centella ed è stato visto che ha una attività ansiolitica, quindi si stanno facendo altri studi per valutare se si possono avere riscontri importati nell’uso di questa, nell’ansia. 35

Effetti Collaterali

Un effetto sensibilizzante della frazione triterpenica è stato confermato con esperimenti su animali. Secondo uno studio osservazionale su larga scala è stato osservato dolore bruciante occasionale dopo iniezioni intramuscolari (Wolfram 1965).
In seguito alla somministrazione orale dei preparati di Centella, sono stati occasionalmente segnalati disturbi gastrici e nausea, ma non erano significativi rispetto al placebo, inoltre si è verificato un lieve dolore gastrointestinale (nausea, vomito) che ha causato iperglicemia e ipercolesterolemia. In seguito all’applicazione topica di varie creme e unguenti contenenti estratti di Centella, è stata segnalata Dermatite allergica da contatto.

Tre donne (61, 52 e 49 anni) hanno sviluppato l’ittero dopo aver assunto Centella asiatica per 30, 20 e 60 giorni. È stato ipotizzato che i principi terpenici attivi di Centella possano produrre lesioni epatiche promuovendo l’apoptosi e alterando le membrane cellulari.

La presenza di autoanticorpi e granulomi favorisce anche un meccanismo immuno-mediato. Non sono state segnalate interazioni farmacologiche. Si consiglia cautela nei pazienti che stanno già assumendo sostanze con proprietà sedative allo scopo di evitare effetti additivi. 37

In conclusione, questo estratto ha un’ottima efficacia a livello del sistema nervoso e aspettiamo delle valutazioni consolidante in futuri integratori per vedere applicate in pieno le sue potenzialità.

Bacopa Monnieri

A cura di Carmela Iannucci

La Bacopa Monnieri (BM) è una varietà botanica acquatica, nota nella medicina ayurvedica, utilizzata fin dall’antichità per le sue interessanti proprietà fitoterapiche.

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Bacopa Monnieri

L’erba fu presumibilmente utilizzata dagli antichi studiosi vedici per memorizzare lunghi inni e scritture sacre e si trova in numerosi preparati ayurvedici per la disfunzione cognitiva, sia da sola sia in combinazione con la Centella asiatica (Gotu Kola).

È una pianta perenne strisciante con piccole foglie oblunghe e fiori bianchi, che si trova nelle calde zone umide dell’Australia e dell’India. Appartiene alla famiglia delle Scafulariaceae, nota anche come issopo d’acqua.

Le proprietà fitoterapiche ad essa associate sono rappresentate dall’efficacia su alcuni processi mentali, come la concentrazione, la memoria e le abilità cognitive. I suoi potenti benefici legati all’azione ansiolitica lo rendono un rimedio naturale anche in caso di intensa ansia o di insonnia persistente.

Recentemente il Ministero della Salute ha introdotto gli estratti ottenuti da questa pianta nella lista delle piante ammesse all’impiego negli integratori.

I componenti responsabili degli effetti farmacologici della BM includono alcaloidi, saponine e steroli.

Gli alcalodi brahmina e erpestina, le saponine, il D-mannitolo, l’acido A, la monnierina furono isolate in India più di 40 anni fa. Altri costituenti attivi sono stati successivamente identificati e includono l’acido betullico, lo stigmasterolo, il betasitosterolo e alcuni bacosidi e bacosaponine.

Si ritiene che i componenti responsabili degli effetti sulle funzioni cognitive siano i bacosidi A, in particolare, il bacoside II e la bacopasaponina C polimorfico e il jujubogenin.38 39 40

Questa pianta può vantare anche interessanti proprietà antiossidanti, in quanto si ritrovano buone concentrazioni di vitamina C, flavonoidi, saponine e sali minerali, come ferro, calcio e fosforo.

Meccanismo d’azione

Le saponine triterpenoidi e i loro bacosidi sono responsabili dell’abilità della Bacopa di incrementare la trasmissione dell’impulso nervoso, modulando la produzione, il rilascio e la concentrazione sinaptica dei neurotrasmettitori: essi, pertanto, sono considerati i costituenti nootropici della pianta stessa.

La BM svolge un’azione neuroprotettiva grazie a diversi meccanismi antiossidanti: 41 42

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Bacoside A
  • azione chelante dei metalli bivalenti;
  • sequestrano i metalli tossici con un’azione preventiva,
  • bloccando una reazione chimica detta di Fenton responsabile della formazione di specie reattive dell’ossigeno;
  • attività “scavenger” sulle specie reattive dell’ossigeno con effetto dose-dipendente
  • trasformando i radicali liberi dell’ossigeno in specie non radicalica;
  • riduzione dell’ossidazione delle membrane cellulari, bloccando la formazione dei
  • perossidi lipidici;
  • inibizione dell’attività della lipossigenasi enzima coinvolto nel processo infiammatorio;

Basandosi sui risultati degli studi condotti sul modello animale si può affermare che i bacosidi esercitino questa attività antiossidante nell’ippocampo, una regione del cervello associata alla memoria a lungo termine, 43prolungando la vita dei neuroni44 e determinando un aumento significativo e duraturo dell’efficienza sinaptica45.

Emerge inoltre che l’estratto di Bacopa modula l’espressione di enzimi coinvolti nella generazione e nello scavenging di specie reattive dell’ossigeno nel cervello.

Ricerche condotte in vitro hanno dimostrato che la Bacopa esercita un effetto protettivo contro il danneggiamento del DNA negli astrociti, principali cellule costituenti del sistema nervoso.

È stato scoperto che BM aumenta significativamente i livelli cerebrali di glutatione, vitamina C, vitamina E e vitamina A. Il bacoside A ha di conseguenza aumentato le attività di superossido dismutasi (SOD) e catalasi.

L’assunzione orale di un estratto standardizzato di Bacopa è anche in grado di aumentare l’espressione di un recettore NMDA che controlla la plasticità cerebrale correggendo i deficit di memoria.46

La BM (Bacopa Monnieri) determina inoltre un’azione antiinfiammatoria, inibendo la produzione di citochine pro-infiammatorie da parte delle cellule attivate che partecipano al processo di infiammazione cerebrale.47

È in grado di ripristinare i livelli di BDNF, una proteina responsabile della crescita e della sopravvivenza dei neuroni in via di sviluppo e del loro mantenimento regolando, così il tono dell’umore.48

Nei soggetti affetti dal Morbo di Parkinson, la BM aumenta i livelli di dopamina e sembra avere un effetto neuroprotettivo sulla via dopaminergica.49
Migliora la memoria inibendo COMT e PEP, enzimi responsabili dell’eliminazione di peptidi i quali svolgono un ruolo chiave nel rafforzamento cognitivo.50
Modula, inoltre, favorevolmente la via della serotonina e influenza positivamente il sistema colinergico, aumentando l’espressione dell’acetilcolina, neurotrasmettitore chee facilita la comunicazione tra neuroni.51

I bacosidi quindi:

  • contribuiscono alla riparazione dei neuroni danneggiati,
  • facilitano la sintesi neuronale,
  • contribuiscono al ripristino dell’attività sinaptica
  • migliorano la trasmissione dell’impulso nervoso.


In uno studio52 su soggetti anziani, randomizzato, controllato in doppio cieco, questo estratto ha dimostrato di: +migliorare la memoria di lavoro, l’attenzione, l’elaborazione cognitiva e inoltre di sopprimere l’attività dell’acetilcolisterinasi a livello plasmatico.


L’estratto ha migliorato significativamente la velocità di processazione di informazioni visive, il livello di apprendimento e la consolidazione di memoria e lo stato di ansietà rispetto al placebo, con effetti più marcati dopo 12 settimane di trattamento.53

Sebbene la ricerca clinica BM sia agli albori, sono stati condotti almeno sei studi clinici di alta qualità randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo. Questi studi clinici hanno dimostrato che l’estratto di BM è efficace nel migliorare la capacità di ritenzione di nuove informazioni per mezzo del test del richiamo differito di coppie di parole, in soggetti con età compresa tra 40 e 65 anni.54

Ha dimostrato di migliorare le prestazioni in test associati all’attenzione e alla memoria verbale in soggetti anziani, in particolare nei test di attenzione, nei test della memoria verbale e nei test di ritenzione visiva basati su disegni.55

Effetti indesiderati

Sono diversi gli studi sulla sicurezza delle dosi farmacologiche dei bacosidi isolati per un
periodo di quattro settimane.

Somministrati in dosi giornaliere singole (20-30mg) e multiple (100-200 mg) sono stati ben tollerati e non si sono manifestati effetti collaterali.56

Singh e Singh57 hanno scoperto però, che la BM ha causato una riduzione della motilità, della vitalità, della morfologia e del numero di spermatozoi nell’epididimo del topo senza alcuna riduzione della libido.

La BM ha significativamente soppresso la fertilità nei topi maschi. L’effetto anti-fertilità è reversibile, con parametri che si normalizzavano per controllare i livelli di fertilità, 56 giorni dopo la sospensione del farmaco.

Un simile effetto anti-fertilità reversibile è stato osservato anche durante la somministrazione di Curcuma longa (rizoma di curcuma).58

Gli effetti collaterali negativi della BM sono raramente segnalati nell’uomo. Tuttavia, tra gli effetti collaterali rilevati nella letteratura, spiccano nausea e disturbi gastrointestinali come reazioni avverse associate al consumo degli estratti di questa pianta officinale.

È fondamentale condurre studi ematochimici a lungo termine sull’uomo poiché nei modelli animali la tossicità è stata descritta più precisamente.

Meglio, inoltre, evitare la somministrazione a bambini e adolescenti o alle donne in gravidanza o nel periodo dell’allattamento. In particolare, l’utilizzo va limitato o evitato in caso di ipersensibilità verso i componenti della pianta.

BM dimostra un potenziale immenso nel miglioramento dei disturbi cognitivi, nonché nella riduzione profilattica del danno ossidativo, modulazione NT e miglioramento cognitivo nelle persone sane. La ricerca biomedica sulla BM è ancora agli inizi, ma risultati preliminari come questi hanno iniziato ad aprire le porte della ricerca. È fondamentale che si studi la BM a lungo termine sia da sola che in combinazione con altre sostanze in quanto possano provocare effetti sinergici e debbano essere accuratamente esaminati.59 ,60. Mentre i ricercatori esplorano il mondo del potenziamento neuronale, le implicazioni sociali delle droghe che migliorano la cognizione sono promettenti ma devono essere adeguatamente temperate, con considerazione etica.61 Il dott. Pase, con l’aiuto del suo team, ha condotto una revisione sistematica, trovando evidenze nell’affermare che ” La Bacopa potrebbe potenzialmente essere clinicamente prescritta come potenziatore della memoria […] anche in soggetti non dementi.”

Effetti indesiderati

BM dimostra un potenziale immenso nel miglioramento dei disturbi cognitivi, nonché nella riduzione profilattica del danno ossidativo, modulazione NT e miglioramento cognitivo nelle persone sane.
La ricerca biomedica sulla BM è ancora agli inizi, ma risultati preliminari come questi hanno iniziato ad aprire le porte della ricerca.

È fondamentale che si studi la BM a lungo termine sia da sola che in combinazione con altre sostanze in quanto possano provocare effetti sinergici e debbano essere accuratamente esaminati.59 ,60
Mentre i ricercatori esplorano il mondo del potenziamento neuronale, le implicazioni sociali delle droghe che migliorano la cognizione sono promettenti ma devono essere adeguatamente temperate, con considerazione etica.61
Il dott. Pase, con l’aiuto del suo team, ha condotto una revisione sistematica, trovando evidenze nell’affermare che

” La Bacopa potrebbe potenzialmente essere clinicamente prescritta come potenziatore della
memoria […] anche in soggetti non dementi.”

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