Il farmacista di fiducia che domina l’e-commerce: dalle spezie ai vaccini

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Sintesi
Nel XIII secolo, grazie alla volontà dell'imperatore Federico II, il farmacista iniziò a sviluppare una delle figure sanitarie principali per il funzionamento dell’attuale Sistema Sanitario Nazionale. Adesso, svolge un ruolo primario nel rapporto di fiducia fra scienza e paziente, tra Stato e cittadini. Infatti, la naturale necessità sociale del farmacista e il continuo avanzamento tecnologico del mondo farmaceutico valorizzano costantemente la responsabilità di questa figura sanitaria.

Indice

In farmacia è un’altra storia

Un sondaggio condotto nel 2020 da STADA Group ha rivelato che l’acquisto in farmacia di prodotti per la salute rimane la prima scelta degli europei. Il 93% degli intervistati, infatti, preferisce un consulto personale prima di acquistare un farmaco, un dispositivo medico e così via.

Il luogo di lavoro del farmacista di fiducia è riconoscibile da lontano con una croce verde (in farmacia) o di altri colori (in parafarmacia).

Il professionista, invece, porta sempre un camice bianco con una spilla raffigurante un caduceo, un simbolo tutt’altro che banale e che accomuna i farmacisti di tutti i tempi.

A differenza del bastone di Esculapio avvolto da un singolo serpente (e simbolo della medicina), il caduceo è avvolto a spirale da due serpenti (il bene ed il male) ed era il simbolo di equilibrio, pace e prosperità. Inoltre, non è un caso che il bastone era associato ad Ermes, il messaggero degli Dei.

L’identità del farmacista nasce, quindi, con la propria capacità di saper comunicare in maniera equilibrata la dicotomia tra il bene ed il male.

È una questione di chimica!

In seguito alla pubblicazione della prima farmacopea introdotta proprio dal volere di Federico II, l’evoluzione della professione è segnata dai progressi che la chimica farmaceutica ha sviluppato nel corso dei decenni. La “farmacopea ufficiale” vigente è il manifesto della chimica farmaceutica contemporanea e norma i requisiti di qualità delle sostanze ad uso farmaceutico. L’aggiornamento di questo testo influenza più o meno direttamente la professione del farmacista di fiducia.

farmacopea europea

Infatti, all’interno della farmacopea ufficiale sono descritte numerose preparazioni per formulare un farmaco chiamato “galenico officinale”. Il nome deriva sia da Galeno, un medico dell’antica Grecia che trasmise la pratica di preparare dei rimedi miscelando varie sostanze, sia da officina ovvero il laboratorio farmaceutico. Pertanto, seguendo scrupolosamente le indicazioni fornite nel suddetto testo, il farmacista è legittimato a produrre medicinali nel laboratorio del suo negozio.

Non solo, il farmacista deve preparare anche i farmaci chiamati “galenici magistrali” (da maestro, medico) ovvero quelle medicine prescritte con una formulazione particolare dal medico di fiducia. Questo tipo di preparazione galenica permette la terapia farmacologica mediante formulazioni adattate alle particolari esigenze del paziente (es. intolleranza al lattosio) e non reperibili a livello industriale.

Tuttavia, il farmacista non vende soltanto farmaci che produce nel suo laboratorio. Lo sviluppo industriale della chimica farmaceutica ha trasformato il volto delle farmacie, rafforzando la responsabilità sociale del farmacista non solo al momento della vendita del prodotto, ma anche nei giorni seguenti.

Dal farmacista di fiducia all’industria, in Italia il passo non è così breve

carlo erba
Carlo Erba – il farmacista innovatore

In Italia, in ritardo nell’industrializzazione di larga parte del Paese e la minore urbanizzazione rispetto ad altre nazioni hanno rallentato la nascita di grandi imprese nel settore farmaceutico, anche quando la disponibilità di molecole di sintesi aveva consentito la sostituzione delle materie prodotte artigianalmente.

L’evoluzione del farmacista in Italia avviene principalmente come allargamento delle botteghe di farmacia piuttosto che come espansione dell’industria chimica. Tuttavia, alcune farmacie con tradizioni secolari del Nord Italia riuscirono a fare il salto di produzione: è il caso, ad esempio, della Schiapparelli, a Torino (1824); della Carlo Erba (1837) e della Zambeletti, a Milano (1866) e di poche altre.

La vigilanza cambia la professione!

L’espansione industriale in ambito farmaceutico porta con sé una migliore qualità della vita ma al contempo accende i riflettori sulle lacune scientifiche del tempo.

Il caso Talidomide

La Talidomide è un farmaco con proprietà ipnotico-sedative commercializzato per la prima volta in Germania nel 1956 per la terapia dell’influenza, e successivamente, in 46 Paesi, per la terapia dell’insonnia. Inoltre, fu ampiamente utilizzato in donne in gravidanza nella terapia delle nausee mattutine grazie anche a una pubblicità che sottolineava la “sicurezza” del prodotto. La vendita di Talidomide incrementò drasticamente in pochi anni e, entro il 1960, solo in Germania vennero prodotte circa 15 tonnellate di farmaco. Tuttavia, all’inizio degli anni ‘60 si osservò un incremento di neonati con malformazioni congenite degli arti e fu ipotizzata una correlazione con l’assunzione materna di Talidomide in corso di gravidanza. Il farmaco venne pertanto ritirato dal commercio nel 1961 e l’incidenza di malformazioni degli arti ritornò nei limiti, confermando l’effetto della Talidomide sul feto.

focomelia da talidomide

Questa vicenda favorì un passo enorme in avanti nella sperimentazione dei medicinali e identificò i serpenti del caduceo con nuovi nomi, quali rischio e beneficio.

Il rapporto tra questi due “serpenti” è valutato prima di immettere sul mercato un nuovo medicinale. Tuttavia, prima di rilasciare un’autorizzazione all’immissione in commercio, la stima di questo rapporto, seppur accurata, non può essere precisa in quanto la sperimentazione clinica sulla quale si basa l’analisi del rischio/beneficio, non recluta l’intero target previsto per quel medicinale, ma solo una piccola parte di persone. Ecco che il farmacista di fiducia, coadiuvato dal personale sanitario, gioca un ruolo fondamentale nel progresso farmaceutico. Infatti, grazie alle segnalazioni di possibili eventi avversi, il farmacista rende la stima del rischio maggiormente accurata. Ciò comporta una migliore valutazione del rapporto tra rischio/beneficio.

Le funzioni acquisite nel tempo

La segnalazione dei possibili eventi avversi ha segnato il primo passo verso il futuro della professione. Attualmente il farmacista svolge correttamente la sua funzione sanitaria verificando l’appropriatezza prescrittiva e l’interazione tra farmaci. Inoltre, viene coinvolto nel contenimento della spesa farmaceutica e nel monitoraggio dei farmaci nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale

Non solo farmaco

Unitamente alla tradizionale attività di dispensazione del farmaco il progresso tecnologico ha introdotto nuove attività legate a:

  • Vendita di prodotti diversi dal farmaco:
    • Integratori alimentari,
    • prodotti per la medicazione,
    • prodotti di dermocosmesi,
    • alimenti speciali,
    • prodotti ortopedici
    • altri prodotti correlati al mondo della salute e del più ampio concetto di benessere.
  • Servizi sociosanitari prospettati dalla legge 69/2009:
    • prenotazioni,
    • pagamento e consegna di referti delle prestazioni ambulatoriali,
    • diagnostica,
    • prevenzione,
    • educazione sanitaria.

Test effettuabili in farmacia

Le prestazioni analitiche di prima istanza effettuabili in farmacia sono test per la misurazione/rilevazione di:

  • glicemia, colesterolo e trigliceridi;
  • in tempo reale di emoglobina, emoglobina glicata, creatinina, transaminasi, ematocrito;
  • componenti delle urine:
    • acido ascorbico;
    • chetoni;
    • urobilinogeno e bilirubina;
    • leucociti;
    • nitriti;
    • ph;
    • sangue;
    • proteine ed esterasi leucocitaria;
  • livelli dell’ormone FSA nelle urine (ovulazione, gravidanza e menopausa);
  • sangue occulto nelle feci (colon-retto).

L’erogazione dei Servizi di secondo livello erogabili prevede l’impiego dei seguenti dispositivi strumentali dispositivi per la misurazione:

  • con modalità non invasiva della pressione arteriosa e della saturazione percentuale dell’ossigeno;
  • della capacità polmonare tramite auto-spirometria
  • dell’attività cardiaca in collegamento funzionale con i centri di cardiologia accreditati dalle Regioni sulla base di specifici requisiti tecnici, professionali e strutturali;

Inoltre, il farmacista usa dispositivi per consentire l’effettuazione di elettrocardiogrammi con modalità di tele cardiologia in collegamento con centri di cardiologia accreditati dalle Regioni sulla base di specifici requisiti tecnici, professionali e strutturali.

Il Covid-19 mischia nuovamente le carte in tavola

Durante la pandemia il farmacista ha evidenziato nuovamente la sua essenziale funzione nel Sistema Sanitario Nazionale, in alcuni casi sacrificando la propria vita. Le farmacie, difatti, sono state sempre escluse dai provvedimenti restrittivi, a causa della loro indispensabile utilità pubblica.

Oltre a rappresentare una delle poche, se non l’unica figura sanitaria alla quale potevi rivolgerti per avere un’informazione “faccia-a-faccia”, il farmacista è stato coinvolto anche nelle cure domiciliari, fungendo nuovamente da tramite per il Servizio Sanitario Nazionale.

Infatti, durante la “prima ondata” il telefono del farmacista squillava senza sosta, sovraccaricando le normali attività giornaliere. In seguito, con la legge del 30 dicembre 2020, sono stati introdotti in farmacia i test mirati a rilevare la presenza di anticorpi IgG e IgM e i tamponi antigenici rapidi per la rilevazione di antigene SARS-CoV-2.

Attualmente, previa formazione presso l’Istituto Superiore di Sanità, viene introdotta un’ulteriore attività: la vaccinazione!

La rapida evoluzione dei servizi offerti durante la pandemia valorizza costantemente il ruolo sociale del farmacista di fiducia e rappresenta un trampolino di lancio per una svolta epocale della professione, come avvenne negli anni ’60 con il caso della Talidomide.

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Articolo redatto in collaborazione con Futurpharma – Associazione farmacisti

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