AIDS

Giornata Internazionale nella lotta contro il virus dell’ HIV: c’è una gioia!

Non perderti contenuti esclusivi, iscriviti alla nostra newsletter!

Contenuti

  • Descrizione del virus e della sua scoperta
  • Come si manifesta
  • Cosa provoca
  • Sperimentazioni cliniche e sviluppo di un vaccino
  • I nuovi farmaci recentemente approvati
  • Si può finalmente guarire grazie al trapianto di cellule staminali del midollo osseo.
  • AIDS e COVID-19
virus-hiv

Montagnier e Sinoussi

La Giornata Mondiale contro l’AIDS, è una buona occasione per analizzare a grandi linee l’evoluzione del virus dell’HIV, le terapie sviluppate ed evidenziare, ancora una volta, come la pandemia che ha caratterizzato il nostro 2020, quella da COVID-19, ha acceso la luce sulla necessita di cooperazione tra tutti i Paesi del mondo.

HIV e AIDS non sono la stessa cosa, così come SARS-CoV-2 e COVID-19

Sono passati ben 37 anni da quando Françoise Barré-Sinoussi e Luc Montagnier hanno scoperto il virus dell’immunodeficienza umana (HIV): il retrovirus pandemico responsabile dell’AIDS. [1] Per chi avesse ancora dei dubbi nel distinguere i due acronimi, può diradarli associando l’HIV con SARS-CoV-2 (entrambi virus pandemici) e le rispettive sindromi da essi provocate, AIDS e COVID-19. Tuttavia, è di facile intuizione comprendere che i due virus e le rispettive sindromi non sono uguali ed oggi che ricorre la Giornata Mondiale contro l’AIDS, si analizzano le varie tappe evolutive dell’HIV, le terapie sviluppate e evidenziare, ancora una volta, come la pandemia che ha caratterizzato il nostro 2020, quella da COVID-19, ha acceso la luce sulla necessita di cooperazione tra tutti i Paesi del mondo.

Come si manifesta

L’HIV, appartenente alla sottofamiglia dei lentivirus, è caratterizzato dal manifestarsi con incubazione lenta e latente. Distrugge i linfociti CD4, responsabili della risposta immunitaria dell’organismo. Il sistema immunitario viene in tal modo indebolito fino ad annullare la risposta contro altri virus, batteri, protozoi, funghi e tumori.[2]

L’AIDS è un’epidemia globale onnipresente che colpisce quasi l’1% della popolazione ed ha ucciso più di 35 milioni di persone (dal 1981).

hiv-virus

HIV: vi ricorda qualcosa?

I retrovirus utilizzano uno speciale meccanismo per convertire il proprio genoma durante il proprio ciclo di replicazione.

A differenza del processo di proliferazione dei virus influenzali che non presume l’integrazione del proprio contenuto nel genoma della cellula ospite, i retrovirus, e in particolare l’HIV, sono in possesso di particolari strumenti biologici (gli enzimi, chiamati “trascrittasi inverse”) capaci di trasformare il proprio contenuto in DNA.

Avvenuta la trasformazione, il DNA virale si innesta nel nostro corredo genomico e si attiva ogniqualvolta sente la necessità di riprodursi. In tal caso, la produzione di numerose nuove particelle virali provoca la morte della cellula ospite (la preferita è il linfocita T CD4) per esplosione della stessa, liberando in questo modo la carica virale accumulata nello spazio circostante.

Circa 40 anni di sperimentazione clinica: le difficoltà per lo sviluppo di un vaccino

Le ricerche e gli studi effettuati sinora hanno permesso di individuare una terapia che prevede l’utilizzo di farmaci antiretrovirali (ART): se somministrati entro sei mesi dal contagio possono tenere la malattia sotto controllo, permettono di aiutare a ridurre la trasmissione ma, in nessun caso, permettono l’eradicazione o la prevenzione al virus.

La terapia necessita di essere somministrata costantemente, al fine di ridurre possibili fenomeni di resistenza al farmaco scelto dal medico specialista. Tuttavia, l’aderenza terapeutica necessita di un particolare impegno da parte del paziente poiché la terapia può presentare [3]:

  • ‎Problemi nell’assunzione del farmaco.
  • ‎Effetti collaterali.‎ ‎ Nausea o diarrea possono fare in modo che la persona non voglia prendere le compresse. Un trattamento di questi effetti collaterali con altri farmaci o, ancor meglio, la consulenza nutrizionale, può indubbiamente aiutare con gli effetti collaterali più comuni.‎
  • ‎Affaticamento al trattamento. La terapia spesso prevede la somministrazione di farmaci per tutta la durata della vita dell’individuo e questo può scoraggiare il paziente nel lungo periodo.

La preparazione di un vaccino contro l’AIDS che potrebbe, quindi, prevenire queste problematiche incontra diverse criticità strutturali che derivano probabilmente dall’evoluzione del virus e dalla sua capacità di mutare.

Nascita e zoonosi: una storia di continua e massiva variabilità genomica

Diverse indagini dimostrano che il passaggio di specie è avvenuto a partire da scimpanzé Troglodytes poiché queste scimmie ospitano una forma del HIV, chiamata SIV, che risulta essere la più simile al ceppo di HIV che si trasmette nell’uomo, HIV-1 M. Secondo questo studio approfondito, gli orologi molecolari concordano sul fatto che un antenato affetto da HIV-1 M esistesse già nella prima metà del XX secolo in Africa Centrale, in particolare nella capitale della Repubblica del Congo, a Kinshasa. La progressiva diffusione e comprensione del virus viene schematizzata in basso.

virus-hiv

L’evoluzione del virus

I tre ostacoli per lo sviluppo di un vaccino

1. La numerosità dei sottotipi virali e la diversità nella sequenza genomica rappresentano l’arma principale dell’HIV [23]. L’enzima che gioca un ruolo chiave per la replicazione del virus, la trascrittasi inversa, non è una macchina perfetta anzi è “soggetta a errori”. L’accumulo di errori negli individui, infatti, ha generato popolazioni di virus diverse e in continua evoluzione [24]. Basti pensare che anche all’interno di un particolare sottotipo, le sequenze degli amminoacidi potrebbero differire fino al 20% [23, 24].

2. L’involucro del virus HIV-1 riesce a proteggere efficacemente quelle porzioni che possono essere riconosciute degli anticorpi [25, 26]. Inoltre, queste porzioni riconoscibili (PAMP, vedi Focus di novembre), si formano solo dopo il cambio conformazionale indotto dal virus-cellula CD4 [27].

3. La propensione del virus ad accumulare mutazioni nei linfociti T, gli permette di eludere il controllo del nostro immunitario [29-31]. Infatti, in alcuni casi, il vaccino può aumentare le possibilità di infezione, come dimostrano i dati dello studio STEP [19].

Le speranze e le buone notizie

‎Nel 2020 per fortuna si può guarire!

È stata una di quelle notizie che durante il lockdown ha reso più piacevole la nostra giornata: il paziente di Londra è il secondo caso accertato di guarigione da HIV!

Questo individuo è stato sottoposto a due cicli di irradiazione totale del corpo e al trapianto di cellule staminali emopoietiche allogeniche (HSCT) con cellule donatrici che non hanno espresso CCR5 per il concomitante trattamento della leucemia mielogena acuta.

Nel 2019, 18 mesi dopo l’interruzione del trattamento farmaceutico, abbiamo riportato la remissione dell’HIV-1 nel paziente londinese, dimostrata con test atti a verificare tracce di HIV nel plasma e nei linfociti T CD4 periferici circolanti.” [4]

Le buone notizie arrivano anche dall’EMA (l’agenzia europea dei medicinali). A ottobre, infatti, ha autorizzato l’immissione in commercio di una combinazione di due nuovi antiretrovirali (Juluca, il nome commerciale), rilpivirina e cabotegravir che, con una singola iniezione intramuscolo, bloccano la replicazione del virus per uno o due mesi.

Sono i primi antiretrovirali in formulazione iniettabile a lunga durata che con studi clinici randomizzati hanno dimostrato efficacia e sicurezza e che prevedibilmente nel 2021 avremo anche in Italia», dice Antonella Castagna , primario del reparto di Malattie infettive all’ospedale San Raffaele, uno dei centri italiani coinvolti nella sperimentazione.

Anche la prevenzione è long-acting. «La sperimentazione con i farmaci long-acting ha dato risultati molto incoraggianti anche nel campo della prevenzione», riprende Castagna. «Un’iniezione intramuscolare di cabotegravir ogni 8 settimane è risultata più efficace della singola compressa giornaliera nel ridurre il rischio di infezione sia nei maschi omosessuali che nelle donne». Aspettando il vaccino, un’altra buona notizia

AIDS e COVID-19

L’analisi UNAIDS ha raccolto informazioni dagli otto produttori generici di farmaci antiretrovirali in India che insieme rappresentano oltre l’80% della produzione generica di medicinali antiretrovirali in tutto il mondo. Inoltre, sono stati intervistati anche i dipartimenti governativi di altri sette paesi che producono farmaci antiretrovirali generici e che rappresentano la maggior parte della produzione di farmaci antiretrovirali generici in paesi a basso e medio reddito a livello nazionale.

L’analisi ha portato alla luce che oltre l’80% delle persone in trattamento con HIV nei paesi a basso e medio reddito è in regime terapeutico con TLD (Tenofovir/lamivudine/efavirenz) o TLE (Tenofovir/lamivudine/dolutegravir), con un continuo tra i due tipi di trattamento.

Alla luce di queste considerazioni UNAIDS ha provveduto a stilare le seguenti raccomandazioni per tutti i Paesi del mondo che condividiamo di seguito:

  1. Migliorare l’accuratezza delle previsioni. Vi è un’esigenza fondamentale che i paesi migliorino la responsabilità della domanda. I paesi dovrebbero prevedere per un periodo più lungo (12 mesi o più) e avviare gli appalti anticipi. I paesi dovrebbero inoltre verificare le previsioni al fine di limitare le scorte all’interno del paese ed evitare carenze globali, riducendo al contempo la pressione sulla produzione.
  2. Innovazione di processo. Sviluppare processi innovativi per azioni normative da intraprendere al fine di facilitare l’esportazione/importazione di prodotti sanitari e materie prime per la produzione, in particolare nei porti di entrata e spedizione e alle frontiere locali. I paesi dovrebbero essere più vigili nei processi di monitoraggio della qualità dei medicinali e dovrebbero collaborare con i fornitori autorizzati in quanto i contraffattori potrebbero cercare di colmare le lacune.
  3. Deroghe personalizzate. Considerare le esenzioni fiscali per mitigare i potenziali aumenti dei prezzi delle materie prime sanitarie.
  4. Comunicazione trasparente. Garantire una comunicazione trasparente e tempestiva tra paesi, acquirenti e fornitori per l’accuratezza del processo di pianificazione della fornitura e della distribuzione per tutte le parti interessate.
  5. Garantire un’adeguata distribuzione all’interno di una Nazione e una catena di approvvigionamento per le aree più remote di essa.

[1] The 2008 Nobel Prize in Physiology or Medicine – Press release – NobelPrize.org [2] Cos’è l’Aids – Ministero della Salute [3] Treatment | Living with HIV | HIV Basics | HIV/AIDS | CDC [4] The Lancet – VOLUME 7, ISSUE 5, E340-E347, MAY 01, 2020 – Evidence for HIV-1 cure after CCR5Δ32/Δ32 allogeneic haemopoietic stem-cell transplantation 30 months post analytical treatment interruption: a case report Prof Ravindra Kumar Gupta, PhD et al.