insonnia

I CANNABINOIDI NEI DISTURBI DEL SONNO

Che cos’è l’insonnia?

L’insonnia è un disturbo multiforme del sonno che può presentarsi in isolamento o in comorbidità ad altre condizioni mediche o psichiatriche.

uomo sonno caffè

I sintomi notturni normalmente comprendono difficoltà di inizio o mantenimento del sonno, sonno leggero e non ristorativo mentre quelli diurni comprendono sonnolenza, difficoltà di concentrazione, calo del tono dell’umore, irritabilità e di conseguenza difficoltà sociali e lavorative. Nonostante spesso emerga come una risposta transitoria allo stress o come cambiamento del normale ciclo sonno-veglia, circa il 50% degli individui con insonnia mostra sintomi cronici.

Quali sono gli obiettivi del trattamento?

Gli obiettivi del trattamento dell’insonnia sono migliorare gli aspetti quantitativi e qualitativi del sonno, ridurre l’angoscia e l’ansia associate a un sonno scarso e migliorare complessivamente la funzione diurna.

Quali sono i trattamenti attualmente proposti?

Il trattamento dell’insonnia comprende due grandi categorie: trattamenti cognitivo-comportamentali e trattamento farmacologico.

La prima tipologia di trattamento si avvale di tecniche di rilassamento e miglioramento dell’igiene del sonno, sebbene, spesso, questi trattamenti necessitino della figura di un terapista e possono comportare notevoli sforzi per il paziente, sia perché i benefici percepiti da questo tipo di approcci richiedono del tempo, sia per il relativo impegno finanziario.

Infatti, nella scelta del trattamento bisogna considerare che i pazienti con sintomi persistenti, spesso, cercano strategie che offrano un sollievo nel breve termine per poter affrontare adeguatamente le attività durante le ore diurne. Conseguentemente si configura un ruolo specifico nell’utilizzo aggiuntivo o esclusivo di trattamenti farmacologici come benzodiazepine, antidepressivi, sedativo-ipnotici.

Perché i cannabinoidi possono essere utilizzati per il trattamento dei disturbi del sonno?

Il crescente interesse per il sistema endocannabinoide e per il suo potenziale come bersaglio terapeutico per diverse condizioni patologiche ha portato i ricercatori ad approfondire il ruolo della cannabis e dei suoi derivati per scopi medici.

La pianta contiene più di cento sostanze chimiche diverse note come cannabinoidi. Il cannabinoide più abbondante, il tetraidrocannabinolo (THC), è ben noto per le sue proprietà psicoattive, mentre il cannabidiolo (CBD) è il secondo più abbondante ed è non psicoattivo.3

La cannabis medica può essere di origine vegetale o sintetica, contiene quantità e rapporti diversi di THC e CBD e può essere somministrata tramite diverse vie di somministrazione, tra cui fumo, vaporizzazione, mucosa orale, ingestione e topica.4

La via di somministrazione influenza la velocità di assorbimento di THC e CBD e quindi influenza l’inizio, l’intensità e la durata dell’effetto clinico della cannabis.

Recenti studi hanno dimostrato potenziali benefici nell’uso terapeutico di preparati a base THC e CBD, nel miglioramento del sonno.

Studi che utilizzano il THC sintetico, hanno mostrato miglioramenti nella qualità soggettiva del sonno anche in pazienti con disturbo da stress post-traumatico. 5

Un caso di studio ha inoltre dimostrato che 25 mg di CBD in olio, al giorno sono in grado di ridurre i sintomi di ansia e di migliorare i disturbi del sonno in una bambina di 10 anni con disturbo da stress post traumatico.

L’obiettivo finale dello studio è stato quello di ridurre gradualmente l’uso dell’olio di CBD e far proseguire la paziente con strategie di coping come lo yoga, la meditazione e varie attività terapeutiche.

Con lo stesso dosaggio di CBD, in un gruppo di adulti che presentavano disturbi primari di ansia o sonno scarso, i punteggi di ansia e di conseguenza il sonno, sono migliorati entro il primo mese e sono rimasti ridotti durante la durata dello studio.

Il CBD è stato complessivamente ben tollerato, con pochi pazienti che hanno riportato effetti collaterali probabilmente correlati al dosaggio come stanchezza e sedazione.

Quali sono i rischi ricorrendo all’uso di Cannabinoidi nei disturbi del sonno?

A differenza di quanto si immagini, la cannabis come forma di trattamento ha un elevato profilo di sicurezza. Non sono stati infatti segnalati casi di sovradosaggio letale con nessuno dei cannabinoidi e, al di là delle preoccupazioni sull’abuso, le complicanze maggiori sono molto limitate. Sebbene il CBD sia considerato generalmente sicuro, gli effetti a lungo termine devono ancora essere studiati.

Queste incertezze derivano in parte da restrizioni legislative che, nel tempo, hanno gravemente ostacolato l’esecuzione di rigorosi studi clinici in condizioni controllate e confrontabili.6

Ad oggi, sono pressoché insufficienti gli studi in grado di valutare gli effetti della cannabis sulla durata e sulla qualità del sonno, ma dato il crescente interesse dei consumatori e l’espansione della prescrizione legale per la cannabis a livello globale, risulterà fondamentale intensificare gli studi affinché i farmaci a base di cannabis possano diventare un potenziale intervento di routine nella pratica clinica.

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